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Concorso a Economia Sei prof su otto si tirano indietro

Concorso a Economia Sei prof su otto si tirano indietro

Percorso a ostacoli per costituire la commissione  della selezione finita nel mirino della procura di Pisa

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PISA. È un percorso a ostacoli quello, cominciato ormai nel lontano luglio 2016, del concorso per la nomina di un professore ordinario alla cattedra di economia aziendale dell’Università di Pisa presso la facoltà di Economia e Managment. La commissione per rifare da capo la selezione (come deciso dal Tar) ora c’è, ma in qualche modo il rettore Paolo Mancarella è stato costretto a metterci - e per la seconda volta - le mani dato che una buona parte dei commissari proposti dal Consiglio di dipartimento di Economia e Management ha dichiarato al propria indisponibilità a far parte di un collegio quanto meno scomodo per le note vicende giudiziarie degli ultimi mesi.

Intanto, dome detto, si tratta di un concorso “bis” perché il Tar, a seguito del ricorso di una delle candidate, Giulia Romano, 39 anni di Livorno, ne ha disposto la ripetizione per irregolarità – secondo i giudici del tribunale amministrativo regionale - nel bando che sarebbe stato impostato in modo non conforme secondo le indicazioni della legge Gelmini. Ma quello che pesa sulla procedura è il fatto che il primo concorso sia “sotto inchiesta” per effetto di una denuncia della stessa Romano. Il sospetto? Il fatto che la procedura di selezione fosse “cucita addosso” al candidato poi risultato vincitore, con la procura di Pisa da qualche mese impegnata a verificare la fondatezza di questo sospetto per il quale sono finiti sotto indagine l’ex rettore Massimo Augello, il professor Bianchi Martini, di Lucca, all’epoca segretario della commissione contestata dalla dottoressa Romano, e il presidente dell’organismo, altro lucchese, il professor Luciano Marchi.

Il fatto “nuovo” - e per certi versi anche la buona notizia - è che la commissione per rifare la selezione finalmente c’è. Ma per costituirla sono stati necessari, appunto, ben due interventi del rettore. Il primo, noto, di alcune settimane fa: l’iniziale indicazione dei nominativi per la “commissione bis” era stata respinta dal rettore perché nella lista dei nomi comparivano le persone collegate al primo concorso finito nel mirino della procura. Il secondo, di pochi giorni fa, certificato da un decreto rettorale: degli otto nominativi (tra effettivi e supplenti) indicati dal Consiglio di facoltà per la commissione “bis” solo due hanno confermato subito la disponibilità a farne parte. Gli altri hanno declinato l’invito per problemi familiari, professionali o per mancanza dei necessari requisiti. Così è toccato al rettore verificare la fondatezza delle “giustificazioni” dei prof “indisponibili”. E alla fine ha deciso che a far parte della commissione entreranno Stefano Adamo e Antonio Costa, docenti presso l’Università del Salento, insieme a Alessandro Mechelli, professore all’Università della Tuscia, con il professor Pietro Biancone dell’Università di Torino in qualità di membro supplente.

Tra tutti e otto i nominativi inizialmente indicati solo questi ultimi, Mechelli e Biancone, avevano subito accettato l’incarico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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