Tre normalisti alla finale mondiale dei programmatori
Sono veloci a risolvere i problemi e vogliono dimostrare di essere i migliori battendo anche i temibilissimi russi
PISA. Brucia ancora l’uscita dai mondiali della Nazionale di calcio ma Pisa va ad un’altra finale, con tre allievi matematici della Scuola Normale.
Il team della Normale si è qualificato per le finali mondiali dell’Icpc (International Collegiate Programming Contest), la più importante gara di programmazione per computer riservata a studenti universitari. In quarant’anni di storia, è la prima volta che una delegazione italiana accede alla finalissima dell’Icpc, che si svolgerà a Pechino nell’aprile 2018 e vedrà la partecipazione di circa cento squadre da tutto il mondo.
A dare il “la” a questa sfida tra matematici ed informatici a cui partecipano nella finale mondiale, una media di circa 3mila infautuati della materia, è stata una studentessa della Normale, Giada Franz che ha scovato on line questo duello all’ultimo “integrale e derivati” . «Abbiamo deciso di parteciparci facendo subito delle selezioni interne»: dice Federico Glaudo, 23 anni, originario di Roma. Dalla selezione sono emerse due squadre con tre matematici ciascuna. Entrambe sono volate a Parigi a sfidarsi a colpi di algoritmi con 80 squadre provenienti da Svizzera, Francia, Spagna ed altri Paesi centro europei. Quella dove è membro Glaudo è arrivata terza mentre l’altra, diciottesima e quindi è stata esclusa. La sfida “strizza meningi” consiste in risolvere 11 problemi nel minor tempo possibile. «I più temibili sono gli allievi dell’Università di San Pietroburgo» dice Glaudo evocando scenari scacchistici. Ma quest’ultimo sembra non soffrire lo stress da performance perché ha già gareggiato e sempre in sfide matematiche. «Al liceo scientifico Augusto Righi di Roma partecipavo spesso a questo genere di competizioni ma mai in squadra» dice Glaudo. Ed eccola dunque la squadra che comprende Francesco Milizia di Brindisi e Filippo Baroni di Lodi (il più giovane coi suoi 19 anni), tutti allievi del corso ordinario in matematica. E come ogni squadra, c’è un coach, Giovanni Paolini di Pavia, allievo del corso di perfezionamento in matematica. I ragazzi hanno già ripreso gli allenamenti in vista delle finali. «Ma ad arrampicare ci vado comunque. Anche lì l’allenamento è importante» continua Glaudo che fa freeclimbing ad Avane. Il coach Paolini invece fa il baritono nel coro dell’Università ed è un patito dei giochi da tavolo come Pandemic ed Hanabi. La notizia della finalissima è arrivata ad alcune settimane di distanza dalla gara di selezione regionale, svoltasi a Parigi presso Télécom Paris Tech lo scorso 26 novembre, che aveva visto partecipare settantacinque università di Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Israele e Italia, paesi rappresentanti il Southwestern Europe Regional Contest. In quella occasione il team di allievi di matematica della Normale si era classificato al terzo posto, subito dietro all’École normale supérieure e alla Eth di Zurigo e dopo essere stato per lunghi tratti di gara in testa. Il risultato ha comunque consentito l’accesso alla finale mondiale.
«Per la prima volta è stato deciso di prendere tre squadre invece di due e quindi ora, la finale, ce la giochiamo» conclude Glaudo. L’International Collegiate Programming Contest si svolge dal 1977. Dal 1997 il torneo è sponsorizzato dall’Ibm. Partecipano alla fase eliminatoria Paesi di tutti i continenti, con migliaia di delegazioni universitarie. La finale si svolgerà all’Università di Pechino. I ragazzi dovranno risolvere problemi di crescente difficoltà legati ai linguaggi di programmazione per computer più usati, inclusi Java, C, C++, Kotlin e Python. E ai tre matematici pisani non resta altro che l’ “obbligo morale” di rinverdire gli allori dei nostri Pacinotti e Fibonacci.
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