Sicurezza
«Senza lavori non avremmo più un campo»
Il presidente del Pisa: nella prossima stagione niente deroghe, la ristrutturazione è necessaria
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. I lavori allo stadio non sono più un’opzione importante, ma un fattore di sopravvivenza del calcio a Pisa. Lo ha spiegato ieri il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado in occasione della presentazione della nuova sede del club alla Sesta Porta.
Questo campionato finirà con i disagi attuali, che hanno già portato alle polemiche per la capienza - spesso scarsissima rispetto alle necessità - in occasione di Pisa-Livorno e che si potrebbero riproporre nei probabili playoff, ma il futuro è molto peggiore se non si interviene. «Nel prossimo campionato non potremmo avere le deroghe attuali», ha detto Corrado. «Siamo in una fase temporanea, alla fine della stagione questo stadio può non essere in grado di accogliere il prossimo campionato».
Anche perché proprio ieri sono arrivate nuove e stringenti richieste dalla Federcalcio: «Entro 12-13 mesi dobbiamo mettere i seggiolini in tutti i settori altrimenti non sarà più possibile giocare».
E quindi cosa succederebbe? «Il pubblico potrebbe rischiare di non vedere giocare la squadra nella propria città». Perché bisognerebbe giocare in un campo neutro («non ad Empoli perché non ci vorrebbero più»), oppure a Pisa ma a porte chiuse.
Il discorso cambia radicalmente se in primavera andrà a buon fine l’iter amministrativo per partire con il progetto definitivo: ci sarebbero molti disagi temporanei, è vero, ma il Pisa avrebbe il permesso di giocare davvero in casa. «Se il progetto va avanti le curve saranno abbattute per prime (appena finirà questa stagione, ndr) ed opereremmo per 7-8 mesi con solo gradinata e tribuna. Per la durata dei primi lavori, l’Arena avrebbe 6.200 posti, a partire dall’anno successivo avremmo altri 9mila posti (4.500 in ciascuna delle curve) e poi si configurerebbero i lavori alla gradinata e infine alla tribuna».
Oggi Corrado sarà a Milano per parlare ancora con il Credito Sportivo e gli altri soci. Il presidente del Pisa è ottimista: «Andremo avanti con convinzione, non si può pensare ad una società di calcio senza uno stadio. Abbiamo un programma e abbiamo lavorato bene con la massima disponibilità da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale». Nei prossimi giorni intanto sarà firmata la convenzione ponte per chiudere la stagione.
Antonio Scuglia
Questo campionato finirà con i disagi attuali, che hanno già portato alle polemiche per la capienza - spesso scarsissima rispetto alle necessità - in occasione di Pisa-Livorno e che si potrebbero riproporre nei probabili playoff, ma il futuro è molto peggiore se non si interviene. «Nel prossimo campionato non potremmo avere le deroghe attuali», ha detto Corrado. «Siamo in una fase temporanea, alla fine della stagione questo stadio può non essere in grado di accogliere il prossimo campionato».
Anche perché proprio ieri sono arrivate nuove e stringenti richieste dalla Federcalcio: «Entro 12-13 mesi dobbiamo mettere i seggiolini in tutti i settori altrimenti non sarà più possibile giocare».
E quindi cosa succederebbe? «Il pubblico potrebbe rischiare di non vedere giocare la squadra nella propria città». Perché bisognerebbe giocare in un campo neutro («non ad Empoli perché non ci vorrebbero più»), oppure a Pisa ma a porte chiuse.
Il discorso cambia radicalmente se in primavera andrà a buon fine l’iter amministrativo per partire con il progetto definitivo: ci sarebbero molti disagi temporanei, è vero, ma il Pisa avrebbe il permesso di giocare davvero in casa. «Se il progetto va avanti le curve saranno abbattute per prime (appena finirà questa stagione, ndr) ed opereremmo per 7-8 mesi con solo gradinata e tribuna. Per la durata dei primi lavori, l’Arena avrebbe 6.200 posti, a partire dall’anno successivo avremmo altri 9mila posti (4.500 in ciascuna delle curve) e poi si configurerebbero i lavori alla gradinata e infine alla tribuna».
Oggi Corrado sarà a Milano per parlare ancora con il Credito Sportivo e gli altri soci. Il presidente del Pisa è ottimista: «Andremo avanti con convinzione, non si può pensare ad una società di calcio senza uno stadio. Abbiamo un programma e abbiamo lavorato bene con la massima disponibilità da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale». Nei prossimi giorni intanto sarà firmata la convenzione ponte per chiudere la stagione.
Antonio Scuglia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
