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Pisa

La vendita dell’Arena arriva in consiglio

La vendita dell’Arena arriva in consiglio

Primo sì della giunta all’inserimento nel piano delle alienazioni

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PISA. Il primo punto fermo sulla vicenda del restyling dell’Arena arriva dalla giunta comunale. Nella seduta di ieri mattina è stato definito che sarà proposto l’inserimento dell’impianto sportivo di Porta a Lucca nel piano delle alienazioni. Un passaggio essenziale per avviare l’iter che dovrà portare alla ristrutturazione dello stadio secondo il progetto presentato dalla società Dea Capital Real Estate (che fa riferimento anche ai principali soci del Pisa Sc) e realizzato dallo Studio Iotti+Pavarani, che lo sta definendo secondo le integrazioni già richieste dall’amministrazione comunale. «La messa a disposizione dell’Arena», per usare parole del sindaco Marco Filippeschi, rappresenta di fatto la garanzia per l’investimento (da 25 a 30 milioni di euro) che sarà richiesto anzitutto ad Invimit, Investimenti Immobiliari Italiani Sgr Spa, società del ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il suo fondo dedicato proprio alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

«Nelle prossime settimane ci saranno i primi atti ufficiali», dice il sindaco. Il riferimento è al necessario passaggio in consiglio comunale della proposta di inserimento dell’Arena nel piano delle alienazioni, in pratica la disponibilità a vendere l’impianto cittadino. Il voto favorevole del consiglio di Palazzo Gambacorti farà poi mettere in moto le procedure di variante urbanistica.

Nel frattempo dovrà essere definita anche la parte economico finanziaria dell’operazione. In questo senso acquista un peso particolare l’incontro di mercoledì scorso, nella nuova sede del Pisa nel complesso della Sesta Porta, tra il presidente del club nerazzurro Giuseppe Corrado e l’ex presidente della Lega B, Andrea Abodi, da circa un mese nuovo presidente del Credito Sportivo dopo la firma del decreto interministeriale di nomina. Alla riunione è stato poi chiamato a partecipare lo stesso Filippeschi, proprio perché il tema stadio è diventato il principale oggetto della discussione. «Abodi ha manifestato l’interesse anche del Credito Sportivo a partecipare all’operazione», rivela il sindaco. Da tempo il Credito Sportivo ha lanciato una campagna, con appositi fondi a tassi molto agevolati, per sostenere il rinnovo e la ristrutturazione degli impianti sportivi. E il possibile intervento sull’Arena rientrerebbe in questo ambito.

La conferma dell’interesse di Abodi arriva anche da Corrado: «Della Sgr farebbero parte Invimit e Credito Sportivo (di fatto due banche), il Comune e il Pisa Sc». Questa Sgr, società di gestione del risparmio, è il fondo specifico (detto fondo obiettivo) nel quale dovrà entrare la proprietà dell’Arena ed è il soggetto chiamato poi a dare attuazione al progetto di valorizzazione. Ancora da definire la ripartizione delle quote tra i quattro soggetti. Molto dipenderà da cosa il Comune sceglierà di mettere a disposizione e da quanto ciò sarà valutato dall’Agenzia delle Entrate, l’ente già incaricato della stima dall’amministrazione comunale. I vertici di Palazzo Gambacorti si sono infatti riservati una scelta tra l’alienazione dell’Arena Garibaldi nel suo complesso oppure del diritto di superficie, ovvero quanto costruito sopra mantenendo però la proprietà dei terreni. Il valore cambia di conseguenza, così come gli impegni di Invimit e del Credito Sportivo.

I tempi dell’Agenzia delle Entrate per consegnare al Comune le stime non sono brevi. Intanto l’iter dovrà essere portato avanti con l’inserimento dell’Arena nel piano delle alienazioni. Il voto del consiglio comunale sarà il primo atto formale nel cammino verso la nuova Arena.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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