«Otto milioni per la sanità sprecati»
La denuncia del sindacato dei medici sulle risorse per i dipendenti amministrativi
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PISA. Il Dipint esce dalla porta per rientrare dalla finestra e costa alla sanità regionale otto milioni di euro all’anno. Il Dipint è l’acronimo che sta per Dipartimento integrato interistituzionale e a denunciare «lo spreco di fondi della sanità per una struttura tecnico amministrativa dell’Università» , è il sindacato dei medici Anaao. La polemica nasce dal fatto che i 130 dipendenti tecnico amministrativi universitari (per lo più personale della ex Facoltà di Medicina) sono stati pagati per anni attingendo ad un fondo ad hoc che pescava nel bilancio della sanità. Gerardo Anastasio dell’Anaao è sempre stato convinto che quei 130 dipendenti universitari dovessero essere pagati dall’ateneo e non da un fondo destinato alla sanità. Ne era tanto convinto il sindacalista che “convinse” anche il governatore Enrico Rossi che, sulla scia dei tagli nazionali alla sanità, dichiarò: «Anche l’Università dovrà fare la sua parte perché il duro sforzo a cui è chiamato il servizio sanitario toscano deve essere equamente distribuito. Intanto posso assicurare che il Dipint, che personalmente non mi ha mai convinto completamente, dal 2015 non potrà e non verrà certo rifinanziato». Ed invece «è stato fatto il giochino delle tre carte», secondo l’Anaao. «La giunta regionale dichiarò a maggio di questo anno che nel 2015 e nel 2016, il Dipint non ha ricevuto alcun finanziamento» riporta Anastasio. E quindi chi ha pagato i 130 dipendenti del Dipint? Lo ha chiesto il sindacato all’Aoup e «dopo mesi di attesa, l’azienda ospedaliera ha risposto che il Dipint è stato finanziato con il bilancio regionale della sanità chiamato “indistinto”». L’Anaao a questo punto si sente presa in giro e protesta dichiarando: «Prima c’era un finanziamento “dedicato” che si sapeva quanto era, ora il finanziamento c’è lo stesso e quindi non è zero. Le persone sono le stesse, hanno più o meno gli stessi incarichi per cui è presumibile che la spesa sia più o meno uguale» . Questi finanziamenti sono presi dal Fondo sanitario regionale, cioè quello che finanzia l’intero sistema sanitario toscano. «Già l’anno scorso – prosegue Anastasio – la Regione ha rischiato di chiudere il proprio bilancio in deficit e quindi di andare in piano di rientro in quanto mancavano 40 milioni di euro; possiamo permetterci di spendere questi soldi per pagare il personale amministrativo dell’università, che non sappiamo cosa faccia di preciso e quale valore aggiunto apporti al sistema?» . L’Anaao conclude amaramente ricordando che «in ospedale mancano infermieri, operatori socio sanitari e medici e le liste d’attesa si gonfiano. Ma va bene così». (c.v.)
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