Sicurezza
Scatta un supplemento di indagini per la morte del giovane Nicolay
Ci sono ancora dei dubbi da chiarire sulla tragica fine del ragazzo travolto dal treno a Riglione Perché Vivacqua e il suo amico albanese incendiarono proprio quell’auto? Oggi il funerale
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PISA. È il giorno dell’ultimo saluto a Nicolay Vivacqua, morto a soli 19 anni, travolto dal treno, vicino a Riglione, in circostanze che restano tutte da chiarire. Manca il movente dell’atto vandalico. Gli investigatori hanno riscontri abbastanza forti per mettere in relazione la fuga della vittima e di un amico albanese, la cui identità non è stata ancora resa nota ufficialmente, con l’incendio dell’auto di un pensionato. Fuggivano i due amici. Ma da cosa?
La famiglia del ragazzo vuole la verità, anche se finora chi poteva parlare non lo ha fatto. E la squadra mobile della questura di Pisa dalla mattina della tragedia, avvenuta il 21 dicembre, non ha mai smesso di cercare un elemento in grado di raccontare cos’è successo prima che il treno uccidesse il ragazzo. La Procura, dopo gli accertamenti successivi all’investimento, ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi. Utenze telefoniche, amici e abitudini della vittima e dell’amico albanese ma anche del proprietario dell’auto andata a fuoco sono al centro delle indagini. A quanto pare ci sono aspetti da valutare e per questo l’indagine viene mantenuta nella massima riservatezza e gli atti compiuti mantenuti nel massimo riserbo. Il ragazzo, stando a quello che risulta, quella mattina, si trovava sul luogo di un atto incendiario: è stata data alle fiamme un’auto parcheggiata in via dell’Alberello. Era insieme ad un amico, quando nella fuga aveva attraversato i binari, tra Pisa e Navacchio, all’altezza di Riglione, senza probabilmente sentire il convoglio in arrivo (indossava un casco), ed è stato investito dal treno. A dare l’allarme l’amico della vittima una volta rientrato a casa. Perché i due volessero colpire il proprietario dell’auto - questo il vero punto dell’inchiesta - ancora non è stato detto. Con il dolore per la morte del 19enne e con tutta una serie di domande senza risposta la famiglia e gli amici di Nicolay oggi alle 15 si ritroveranno nella chiesa di Riglione per il funerale.
La salma da stamani alle 10 sarà esposta nelle stanze mortuarie della Pubblica Assistenza.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La famiglia del ragazzo vuole la verità, anche se finora chi poteva parlare non lo ha fatto. E la squadra mobile della questura di Pisa dalla mattina della tragedia, avvenuta il 21 dicembre, non ha mai smesso di cercare un elemento in grado di raccontare cos’è successo prima che il treno uccidesse il ragazzo. La Procura, dopo gli accertamenti successivi all’investimento, ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi. Utenze telefoniche, amici e abitudini della vittima e dell’amico albanese ma anche del proprietario dell’auto andata a fuoco sono al centro delle indagini. A quanto pare ci sono aspetti da valutare e per questo l’indagine viene mantenuta nella massima riservatezza e gli atti compiuti mantenuti nel massimo riserbo. Il ragazzo, stando a quello che risulta, quella mattina, si trovava sul luogo di un atto incendiario: è stata data alle fiamme un’auto parcheggiata in via dell’Alberello. Era insieme ad un amico, quando nella fuga aveva attraversato i binari, tra Pisa e Navacchio, all’altezza di Riglione, senza probabilmente sentire il convoglio in arrivo (indossava un casco), ed è stato investito dal treno. A dare l’allarme l’amico della vittima una volta rientrato a casa. Perché i due volessero colpire il proprietario dell’auto - questo il vero punto dell’inchiesta - ancora non è stato detto. Con il dolore per la morte del 19enne e con tutta una serie di domande senza risposta la famiglia e gli amici di Nicolay oggi alle 15 si ritroveranno nella chiesa di Riglione per il funerale.
La salma da stamani alle 10 sarà esposta nelle stanze mortuarie della Pubblica Assistenza.(s.c.)
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