Il dolore
«I risparmi per sostegni sociali»
Bedini (Nap-Fdi): le nostre proposte bocciate dalla maggioranza senza motivazioni
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PISA. «Anche stavolta la maggioranza non ha voluto ascoltare le nostre proposte, preferendo arroccarsi sul libro dei sogni di Filippeschi». Così Filippo Bedini, consigliere comunale di Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia, «sull’ultimo bilancio - scrive in una nota - della disastrosa gestione-Filippeschi». Il gruppo Nap-Fdi ha portato in votazione quattro atti di indirizzo. «Due di questi - spiega Bedini - miravano a dare concretezza al Daspo urbano. Uno in particolare voleva impegnare il sindaco a prevedere adeguati trasferimenti economici alla polizia municipale per mettere in condizione gli operatori di lavorare con strumenti efficaci ed una formazione adeguata. Un altro atto, considerate le recenti polemiche sulle illuminazioni e gli addobbi natalizi in centro storico, decisamente insufficienti per una città come Pisa, voleva prevedere detrazioni su Imu e Tasi per i commercianti che si fossero impegnati per il prossimo Natale ad allestirli a proprie spese. Tutto respinto, senza neanche motivare».
Il quarto atto di indirizzo, «che rappresenta per noi - aggiunge il consigliere - una sorta di programma sociale, ricalcava quanto presentato negli anni scorsi, ma con un forte ridimensionamento dell’impegno di spesa e individuando anche la copertura, in modo da non fornire alibi alla maggioranza. Abbiamo proposto di reperire i fondi prevedendo per il triennio 2018-2020: una riduzione delle spese per il Giugno Pisano, con particolare riferimento ai fuochi d’artificio ed a quanto esula dalla tradizione, per un risparmio intorno ai 100mila euro; una riduzione delle spese per i gemellaggi, attraverso una sospensione dei viaggi e dell’ospitalità delle delegazioni straniere (circa 100mila euro); eliminazione dei trasferimenti alla SdS per progetti specificatamente mirati alla popolazione di etnia rom (quasi 300 mila euro); oltrre a maggiori entrate attraverso la concessione onerosa di aree comunali (intorno a 250mila euro)».
«Abbiamo proposto di destinare quanto così risparmiato in misure sociali di sostegno alla famiglia e all’impresa, sempre più nuclei hanno difficoltà a mantenersi sopra la soglia di povertà e sempre più imprese medie e piccole falliscono o cessano la loro attività. La nostra idea era quindi di istituire 500 bonus famiglia di 1.000 euro l’uno per le famiglie residenti in città da almeno cinque anni e 500 bonus lavoro da 2.000 euro per le ditte pisane da individuare mediante bando. Una possibile “boccata d’ossigeno” assolutamente alla portata di un bilancio come quello del Comune di Pisa».
«Tutti atti di buon senso - conclude Bedini- ma purtroppo anche stavolta la maggioranza non ha voluto ascoltare le nostre proposte, preferendo arroccarsi sul libro dei sogni che Filippeschi sta raccontando da dieci anni a questa parte: il completamento della fognatura di Tirrenia, una storia senza fine; la riqualificazione del palazzetto dello sport e della piscina comunale, sempre più inadeguati; la ciclopista dell'Arno, della quale non si vede neanche l’ombra; la sicurezza idraulica di Pisa nord che continua ad allagarsi; la riqualificazione di piazza Vettovaglie per far stare più comodi gli spacciatori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il quarto atto di indirizzo, «che rappresenta per noi - aggiunge il consigliere - una sorta di programma sociale, ricalcava quanto presentato negli anni scorsi, ma con un forte ridimensionamento dell’impegno di spesa e individuando anche la copertura, in modo da non fornire alibi alla maggioranza. Abbiamo proposto di reperire i fondi prevedendo per il triennio 2018-2020: una riduzione delle spese per il Giugno Pisano, con particolare riferimento ai fuochi d’artificio ed a quanto esula dalla tradizione, per un risparmio intorno ai 100mila euro; una riduzione delle spese per i gemellaggi, attraverso una sospensione dei viaggi e dell’ospitalità delle delegazioni straniere (circa 100mila euro); eliminazione dei trasferimenti alla SdS per progetti specificatamente mirati alla popolazione di etnia rom (quasi 300 mila euro); oltrre a maggiori entrate attraverso la concessione onerosa di aree comunali (intorno a 250mila euro)».
«Abbiamo proposto di destinare quanto così risparmiato in misure sociali di sostegno alla famiglia e all’impresa, sempre più nuclei hanno difficoltà a mantenersi sopra la soglia di povertà e sempre più imprese medie e piccole falliscono o cessano la loro attività. La nostra idea era quindi di istituire 500 bonus famiglia di 1.000 euro l’uno per le famiglie residenti in città da almeno cinque anni e 500 bonus lavoro da 2.000 euro per le ditte pisane da individuare mediante bando. Una possibile “boccata d’ossigeno” assolutamente alla portata di un bilancio come quello del Comune di Pisa».
«Tutti atti di buon senso - conclude Bedini- ma purtroppo anche stavolta la maggioranza non ha voluto ascoltare le nostre proposte, preferendo arroccarsi sul libro dei sogni che Filippeschi sta raccontando da dieci anni a questa parte: il completamento della fognatura di Tirrenia, una storia senza fine; la riqualificazione del palazzetto dello sport e della piscina comunale, sempre più inadeguati; la ciclopista dell'Arno, della quale non si vede neanche l’ombra; la sicurezza idraulica di Pisa nord che continua ad allagarsi; la riqualificazione di piazza Vettovaglie per far stare più comodi gli spacciatori».
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