Il Tirreno

Pisa

Dal Parco due dromedari per il presepe

Donatella Lascar
Dal Parco due dromedari per il presepe

Novità nella ventesima rappresentazione della parrocchia di San Piero a Grado

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Nel suo ventesimo compleanno il presepe vivente di San Piero a Grado, fortemente voluto dal parroco di allora, don Mario Stefanini, deceduto nel 2011, si è presentato in tutto il suo splendore e con qualche novità, come i due dromedari per i Re Magi messi gentilmente a disposizione dal Parco di San Rossore. Già all’entrata, con l’accampamento dei Re Magi e quello dei beduini, i visitatori sono stati catapultati in un’atmosfera magica e fuori dal tempo con i vialetti illuminati dalle torce, i soldati romani a piedi e a cavallo che pattugliavano la città, le capanne del vasaio, del fornaio e del castagnaccio, tutte con i loro forni a legna accesi e funzionanti. E poi la casa colonica con le oche e le pecore, il tempio da cui re Erode avrebbe pronunciato il discorso sul censimento e davanti al quale ci sarebbe stato il cambio della guardia romana, il balletto delle beduine e, vicino al campanile, la capanna della natività. Centocinquanta figuranti, in costumi finemente cuciti dalle sarte volontarie della parrocchia sapientemente dirette da Marisa Chiaverini che se n’è occupata fin dalla prima edizione, hanno animato quella che doveva essere la città di Betlemme all’epoca della nascita di Gesù.
Il piccolo villaggio si è riempito pian piano fino a diventare affollato e intorno alle 18 è iniziata la rappresentazione con Maria e Giuseppe che vagavano da un posto ad un altro in cerca di un alloggio fino alla nascita di Gesù nella stalla. Il girovagare è accompagnato da una voce narrante e da quelle dei vari personaggi precedentemente registrate. «Questa manifestazione è interamente della parrocchia - spiega la responsabile del comitato organizzatore Roberta Orsini - ed è completamente autofinanziata con il ricavato della manifestazione stessa dalla parrocchia, con un aiuto della Sagra del pinolo in caso di necessità. Quest’anno, abbiamo fatto un accordo con il Parco e per la prima volta abbiamo anche i dromedari, la mucca è di una fattoria qui vicino mentre le pecore, i cavalli e l’asinello vengono dalla fattoria di Alessandro Bellandi a Coltano. Questa iniziativa nasce dalla collaborazione di tutti. I catechisti organizzano i propri ragazzi nelle varie capanne curando le scenografie, Michela Costagli fin dalla prima edizione è responsabile dei costumi che vengono cuciti con le stoffe degli abiti regalati e io stessa ho partecipato come figurante nella prima edizione del 1997 e insieme a Carlo Musto ho scritto i testi che vengono letti durante la rappresentazione e che sono ispirati ad una poesia di Gozzano».
Nel 2010 il presepe vivente di San Piero venne sospeso per l’inizio dei lavori di restauro al campanile che impedivano di allestire la capanna della natività. È ripreso nel 2015 senza però che il campanile sia stato ricostruito, ma i lavori sono comunque terminati. Oltre che per il 26 dicembre, il presepe vivente è stato rappresento anche la notte di Natale.

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