Attenzione
Anche la sfida degli inni nella campagna elettorale
Le liste civiche “Pisa nel cuore” e “La Nostra Pisa” giocano la carta della musica «Cantiamo l’amore per la nostra città ma puntiamo su programmi precisi»
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PISA. “Guarda che colore azzurro il mare, storia di questa città. Rossa la bandiera, bianca la sua croce simbolo di pisanità. Che miracolo la piazza, l’Arno unisce la città”. Così, con musica e parole, va all’attacco “Pisa nel cuore”. “Come il fiume che scorre, questa è la vita che va. Questa è Pisa, io canto della mia città. Pronti a crescere insieme, pronti per dare anche a voi, speranze e progetti”, replica “La Nostra Pisa”.
Anche così si preannuncia la sfida elettorale per la guida di Palazzo Gambacorti. Due delle liste civiche in corsa hanno scelto, tra l’altro, di connotarsi per aver realizzato un proprio inno. Pisa cantata in tutti i modi, con tanto di video e parole che scorrono tipo karaoke. Qualche buona rima, sicuramente passione, talvolta un eccesso di luoghi comuni. Ma l’importante è l’obiettivo. Entrambe non possono non richiamare alla memoria l’inno di Forza Italia del 1994, la colonna sonora della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Non è un caso, probabilmente, che tutte e due le liste guardino più a destra. Di sicuro “Pisa nel cuore”, vicina alla Lega Nord. Ma anche la nuova “La Nostra Pisa”, pur sforzandosi di allontanare ogni accostamento, dichiara apertamente la sua contrarietà all’amministrazione attuale.
Una strategia, una curiosità. «Capisco dopo la guerra, ma oggi per tutti l’inno deve essere quello italiano», ha sottolineato in un post su Facebook il consigliere comunale Giovanni Garzella (“Pisa è”). Un pizzico di sale che ha scatenato subito qualche risposta. «Grazie Giovanni, puoi mettere anche gli inni di Forza Italia? Sono sempre stati molto orecchiabili e hanno fatto scuola», ribatte infatti Raffaele Latrofa, capogruppo in consiglio comunale di “Pisa nel cuore». Controreplica di Garzella: «Forse hai ragione te. Ma credo che per un comune quello che conta siano i programmi e gli uomini. Io evidenzierei questi valori: premiano di più e soprattutto sono concreti. Se poi dovessero premiare gli inni, mi sarò sbagliato». Ancora Latrofa, che ringrazia i due attivisti che più si sono impegnati per inno e video, ovvero Luca Scalsini e Gianni Fochi: «Chi ha mai detto che uomini e programmi non contano? Chi ha mai detto che premieranno gli inni? Come sai bene ho puntato tutto proprio sul programma e sulle tante persone che compongono Pisa nel cuore. Quanto all’inno, come le serate di “ScopriAmo Pisa”, le interrogazioni, le raccolte firme, i banchetti sono tasselli che alcuni gradiscono e altri no».
Dall’altra parte “La Nostra Pisa”, che ha Maria Chiara Zippel candidato sindaco, ha affidato il suo inno al giovane cantautore Luca Enriquenz: «Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo. È questa la celebre frase pronunciata da Sancho Panza, per rassicurare il suo padrone, Don Chisciotte della Mancia, impaurito dalla musica che si percepiva fuori da una locanda», si legge sul profilo Fb della lista. «Una sorta di inno d’amore per la nostra splendida città, quotidianamente violentata da “Unni e Saraceni”, che nessuno, tranne noi, ha deciso di estirpare da strade e vicoli cittadini». Anche questa è campagna elettorale.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Anche così si preannuncia la sfida elettorale per la guida di Palazzo Gambacorti. Due delle liste civiche in corsa hanno scelto, tra l’altro, di connotarsi per aver realizzato un proprio inno. Pisa cantata in tutti i modi, con tanto di video e parole che scorrono tipo karaoke. Qualche buona rima, sicuramente passione, talvolta un eccesso di luoghi comuni. Ma l’importante è l’obiettivo. Entrambe non possono non richiamare alla memoria l’inno di Forza Italia del 1994, la colonna sonora della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Non è un caso, probabilmente, che tutte e due le liste guardino più a destra. Di sicuro “Pisa nel cuore”, vicina alla Lega Nord. Ma anche la nuova “La Nostra Pisa”, pur sforzandosi di allontanare ogni accostamento, dichiara apertamente la sua contrarietà all’amministrazione attuale.
Una strategia, una curiosità. «Capisco dopo la guerra, ma oggi per tutti l’inno deve essere quello italiano», ha sottolineato in un post su Facebook il consigliere comunale Giovanni Garzella (“Pisa è”). Un pizzico di sale che ha scatenato subito qualche risposta. «Grazie Giovanni, puoi mettere anche gli inni di Forza Italia? Sono sempre stati molto orecchiabili e hanno fatto scuola», ribatte infatti Raffaele Latrofa, capogruppo in consiglio comunale di “Pisa nel cuore». Controreplica di Garzella: «Forse hai ragione te. Ma credo che per un comune quello che conta siano i programmi e gli uomini. Io evidenzierei questi valori: premiano di più e soprattutto sono concreti. Se poi dovessero premiare gli inni, mi sarò sbagliato». Ancora Latrofa, che ringrazia i due attivisti che più si sono impegnati per inno e video, ovvero Luca Scalsini e Gianni Fochi: «Chi ha mai detto che uomini e programmi non contano? Chi ha mai detto che premieranno gli inni? Come sai bene ho puntato tutto proprio sul programma e sulle tante persone che compongono Pisa nel cuore. Quanto all’inno, come le serate di “ScopriAmo Pisa”, le interrogazioni, le raccolte firme, i banchetti sono tasselli che alcuni gradiscono e altri no».
Dall’altra parte “La Nostra Pisa”, che ha Maria Chiara Zippel candidato sindaco, ha affidato il suo inno al giovane cantautore Luca Enriquenz: «Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo. È questa la celebre frase pronunciata da Sancho Panza, per rassicurare il suo padrone, Don Chisciotte della Mancia, impaurito dalla musica che si percepiva fuori da una locanda», si legge sul profilo Fb della lista. «Una sorta di inno d’amore per la nostra splendida città, quotidianamente violentata da “Unni e Saraceni”, che nessuno, tranne noi, ha deciso di estirpare da strade e vicoli cittadini». Anche questa è campagna elettorale.
Francesco Loi
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