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Pd, Gelli dice ancora no E le primarie spaventano

Pd, Gelli dice ancora no E le primarie spaventano

Candidature a sindaco, il deputato: «Credo di dover continuare il mio compito in Parlamento». Il consigliere regionale Pieroni: no a soluzioni che dividono

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PISA. «Sono convinto che si troverà un ottimo candidato per il Comune di Pisa e che possa essere espressione di tutta la coalizione del centrosinistra e delle liste civiche che vorranno essere della partita insieme a noi. Per quanto mi riguarda, credo di dover continuare a fare il mio compito e il mio dovere in rappresentanza del territorio, ma nel parlamento nazionale». Federico Gelli, deputato Pd, allontana e forse definitivamente l’ipotesi di essere candidato a sindaco. Lo ha ripetuto, in modo perentorio, alla Stazione Leopolda dove ha presentato il suo libro “Curare tutti. Dieci sfide per il diritto alla salute” in cui racconta «gli obiettivi raggiunti in cinque anni di mandato parlamentare e da responsabile nazionale sanità del Pd. Vogliamo soprattutto lanciare le sfide del futuro. Come abbattere le liste di attesa, come aiutare pazienti affetti da gravi malattie o come prevenirle. E la nostra battaglia sull’obbligatorietà dei vaccini. Dieci importanti appuntamenti di campagna elettorale», dice a ribadire l’orizzonte nazionale in cui si propone.

Gelli dice no e intanto il Pd, in una nota a firma del vicesegretario regionale Antonio Mazzeo, del segretario provinciale Massimiliano Sonetti e del segretario cittadino Giovanni Viale, lancia lo slogan: «Per Pisa un candidato autorevole sostenuto da una larga coalizione». Poi qualche indicazione: «Da mesi stiamo portando avanti un lavoro intenso ed attento di confronto che ha coinvolto le forze politiche dell’attuale maggioranza e non solo, dato che vogliamo creare un’ampia coalizione. Sulla base delle convergenze programmatiche con queste forze dobbiamo arrivare, prima della definizione delle candidature per la Camera e il Senato e senza veti, alla scelta conseguente di una candidatura a sindaco che unisca l’autorevolezza alla capacità di far convergere su di sé il consenso della coalizione e dei cittadini».

Una ricerca non semplice, e non solo per le resistenze di Gelli. Resta il nome dell’assessore Andrea Serfogli, c’è chi riporta in gioco Viale, mentre Mdp chiede un candidato civico e “In lista per Pisa” tiene pronta l’ipotesi Paolo Ghezzi.

Certo che, in assenza di una soluzione condivisa (soprattutto da Serfogli), l’utilizzo delle primarie potrebbe tornare d’attualità. Ma appena si è riaffacciato lo spettro, qualcuno si è subito mosso per scacciarlo. È il caso di Andrea Pieroni, consigliere regionale dem: «A Pisa - dice - la matassa è ancora intricata. Vedo finalmente archiviati, almeno a parole, concetti come autosufficienza e discontinuità. Parole che hanno creato equivoci, che ci hanno reso incomprensibili ai possibili alleati. Dico no a personalismi e tatticismi. Dico sì ad una coalizione ampia, fatta da esperienze civiche e partiti che condividano pochi punti programmatici chiari e comprensibili». E soprattutto Pieroni dice «no a primarie che dovessero minare l’unità del centrosinistra. Dico sì all’alleanza con Liberi e Uguali: le sfide del lavoro e della giustizia sociale richiedono lo sforzo di un accordo con la sinistra non antagonista, fermo restando che Liberi e Uguali non vorrà certo consegnare Pisa alla destra o ai Cinquestelle». Anche Pieroni parla di «un candidato o una candidata credibile, autorevole». I lettiani hanno sempre sostenuto l’ipotesi di un deputato, o Gelli o Maria Chiara Carrozza. Quest’ultima ministro quando premier era Enrico Letta, che oggi dicono di ritorno a Pisa per le feste natalizie. Dicono anche che qualcuno, a battuta, gli chiederà: «Ma te lo faresti il sindaco?». Un’idea già venuta ad Ermete Realacci quando era coordinatore del comitato dei saggi. Ma senza un seguito. C’è chi ci spera nei dem, ma sa che la battuta resterà tale.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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