Il Tirreno

Pisa

Paziente “abbandonata” in ospedale: due condanne

Pietro Barghigiani
Una corsia ospedaliera
◗
Una corsia ospedaliera

La degente non pulita, né controllata: pena di 6 mesi per un’infermiera e di 4 per un’operatrice sanitaria

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. La paziente stava male, vomitava, e a un certo punto non aveva neanche più la forza di suonare il campanello per chiedere aiuto. Ma loro, un’infermiera e un’operatrice socio-sanitaria, si disinteressarono della donna che aveva passato una notte d’inferno. Condannate in primo grado e in appello per omissione d’atti d’ufficio in concorso, Grazia Giola, 56 anni, a 6 mesi con la condizionale e Anna Bizzarri, 60 anni, operatrice socio-sanitaria a 4 mesi senza la sospensione, hanno fatto ricorso in Cassazione. E hanno perso. L’impugnazione dell’avvocato Roberto Cavani è stato respinto.

La Suprema Corte non solo ha condannato le due ricorrenti a pagare 2mila euro alla cassa delle ammende, ma anche a pagare le spese sostenute dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Letizia Giovannetti. L’Azienda ospedaliera, assistita dall’avvocato Baccio Bacci, dovrà invece saldare il conto a livello civilistico. La storia risale al giugno 2008. La paziente, una pensionata residente in Valdera, è in ospedale al Santa Chiara per un patologia intestinale. Le accuse, nate dall’esposto del marito della donna al posto fisso di polizia dell’ospedale, sono state confermate nei tre gradi di giudizio.

In sostanza «Grazia Giola quale infermiera professionale e Anna Bizzarri quale operatrice socio sanitaria, durante il servizio di turno notturno nell'ospedale presso il quale svolgevano la loro attività lavorativa, avevano indebitamente omesso di seguire le condizioni di salute della paziente afflitta da ripetuti episodi di vomito, di prestare assistenza alla medesima e di informare della situazione i medici ed il personale infermieristico subentrante, pur trattandosi di atti da compiersi senza ritardo per ragioni di igiene e sanità, e con la conseguenza di far versare la persona ricoverata in pessime condizioni igieniche».

Una trascuratezza nel seguire la paziente, quasi “abbandonata” a sé stessa. Al cambio del turno la nuova operatrice si rese conto della situazione con le numerose tracce di vomito sulle lenzuola. La Cassazione sposa in piena la tesi della Corte d’Appello e respinge quella delle due operatrici dell’Azienda ospedaliera: «Le due imputate, pur essendo pienamente consapevoli della situazione in cui versava la persona offesa, hanno omesso di verificare le condizioni di questa nel corso della notte, in particolare Grazia Giola disinteressandosi completamente della paziente dopo aver posizionato sulla stessa il telo, intorno alle 22 e Anna Bizzarri anche omettendo di provvedere al lavaggio della paziente nonostante l'accesso effettuato alle 6 del mattino per controllare la temperatura corporea della degente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa