Il Tirreno

Pisa

Tra scienza e romanzo ecco come nacque «la più folle delle idee»

di Carlotta Lattanzi
Tra scienza e romanzo ecco come nacque «la più folle delle idee»

Virgo, le onde gravitazionali e l’universo come non lo abbiamo mai visto nel libro di Angela Feo dedicato all’opera di Giazotto

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PISA. Presentato ieri dall’autrice Angela Feo, da giornalista pisano Giuseppe Meucci e dal fisico dell’Infn Giovanni Losurdo, il libro “The big note - Virgo e la sfida delle onde gravitazionali”. «A presentare il racconto della grande avventura di Virgo - ha detto Meucci - manca purtroppo il suo grande protagonista, Adalberto Giazotto». Ricostruzione attenta dal punto di vista tanto scientifico, quanto umano, il libro è dedicato proprio alla memoria di Giazzotto, fisico italiano e pioniere delle ricerche che hanno condotto alla scoperta delle onde gravitazionali. Abbiamo intervistato l’autrice.

Come si è appassionata alla storia di Giazotto, padre di Virgo?

«Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Giazotto e il suo lavoro. Aveva una passione profonda per la fisica e sapeva trasmetterne il fascino. All’inizio degli anni ‘80 decise di dedicarsi alla Relatività generale, dopo aver lavorato per anni nel settore della fisica delle particelle. Come racconta nel libro, si sentiva sinistramente attratto dalla teoria della relatività generale e dal concetto di spazio-tempo. Un campo difficilissimo. Lui stesso parlava della “più folle delle idee”: rivelare le onde gravitazionali. La sua passione contagiosa riuscì a coinvolgere alcuni fisici dell’Infn di Pisa. Le difficoltà incontrate furono molte (scientifiche, tecnologiche, finanziarie e burocratiche). Nonostante questo non ha mai perso la convinzione di aver intrapreso la strada giusta. E alla fine, grazie ad una combinazione virtuosa di visione di lungo termine e pragmatismo, è riuscito a portare Virgo fino al successo». Un momento importante per la ricerca italiana. Basti pensare che la Regione ha premiato con il Pegaso d’Oro l’European Gravitational Observatory di Cascina, sede di Virgo. Inoltre, pochi giorni fa la rivista Nature ha incluso una fisica italiana, Marica Branchesi, tra gli scienziati dell’anno. Branchesi è astronoma membro della collaborazione Virgo.

The Big Note vuole anche contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione del lavoro svolto sul territorio italiano grazie a una realtà di eccellenza mondiale?

«Virgo rappresenta un valore inestimabile per il patrimonio scientifico e culturale toscano e italiano. Ci sono stati sì degli importanti riconoscimenti, ma la conoscenza di realtà di questo tipo è ancora molto limitata. Questo libro vuole dare senz’altro un contributo in questa direzione. Per la fisica delle onde gravitazionali si aprono molte prospettive ed è importante che l’Italia non perda la leadership acquisita grazie al duro lavoro degli scienziati di questa collaborazione e grazie al supporto e alla fiducia che le istituzioni, anche locali, hanno dato».

Le onde gravitazionali permettono di risalire alle vibrazioni del campo elettromagnetico che le ha prodotte. Un articolo di Focus qualche tempo fa spiegava il fenomeno ai "profani" come «un nuovo paio di occhiali da vista spalancati sull'Universo». Che cosa potrebbero mostrarci questi occhiali?

«I tanti fisici con cui ho parlato sono profondamente convinti che siamo all’inizio di una nuova era per la comprensione dell’universo in cui viviamo. Sono convinti che si sia aperta una “finestra sul lato oscuro dell’universo” e che attraverso di essa riusciremo a vedere e fenomeni che nemmeno immaginiamo. Inoltre, come scrive il premio Nobel Weiss nella nota conclusiva del libro, il fine ultimo di questa ricerca è quello di riuscire ad osservare direttamente i primissimi istanti di vita dell’universo, in altre parole il Big Bang».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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