La manifestazione
Sciopera la grande distribuzione
Domani uno stop di otto ore: shopping e spesa a rischio nei supermercati
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PISA. I lavoratori della grande distribuzione incrociano le braccia, così la spesa e lo shopping di Natale potrebbero diventare un rompicapo. Filcams-Cgil, Fisacat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno confermato la mobilitazione prevista per domani, ultimo venerdì prima delle festività natalizie, a sostegno del rinnovo del contratto della distribuzione cooperativa, fermo da quattro anni, e per la definizione di quello della grande distribuzione.
I sindacati hanno indetto uno sciopero di otto ore (coinvolti tutti i supermercati e gli ipermercati presenti a Pisa, eccetto quelli a marchio Conad, e molte altre aziende) per rivendicare, accusano le organizzazioni sindacali, «il diritto negato dalle associazioni datoriali ad un contratto collettivo dignitoso». Circa 3mila gli addetti impiegati nel settore nel territorio pisano. Molti quelli che domani aderiranno allo sciopero che si inserisce in una mobilitazione nazionale.
«La misura è colma - sottolineano Caterina Ballanti, segretaria della Filcams-Cgil di Pisa, ed Irene Cesari della Uiltucs di Pisa -. Dopo quattro anni di tentativi e di proposte volte a superare le richieste della cooperazione che mirano a comprimere il salario e diminuire diritti e tutele, abbiamo deciso di riprendere la mobilitazione dando un segnale chiaro: la caratteristica cooperativa deve tradursi in segno distintivo anche in materia contrattuale. In Federdistribuzione - continuano i sindacati - i lavoratori sono addirittura senza contratto nazionale di riferimento. Dopo l’uscita di Federdistribuzione da Confcommercio (unica associazione del mondo distributivo ad avere rinnovato il contratto), le aziende associate (Carreforur, Esselunga, Ovs, Ikea, Metro, Zara, Pam Panorama, Penny Market) stanno applicando un regolamento scaduto nel 2011. Erogano, inoltre, aumenti economici molto inferiori rispetto a quelli previsti dai parametri di settore con un notevole danno retributivo e contributivo». Sotto accusa finiscono anche le liberalizzazioni degli orari. A Pisa non si prevedono aperture per il giorno di Natale, ma i sindacati regionali hanno proclamato uno sciopero per contestare gli store che decideranno di alzare le serrande.
«Le aperture festive - concludono i sindacati - non hanno portato nessun beneficio all’occupazione e nessun incremento dei consumi, ma solo un aumento della precarietà». In occasione dello sciopero di domani lavoratori e organizzazioni sindacali si ritroveranno, dalle 10 alle 13, nel piazzale antistante Ikea per un presidio di protesta e per un volantinaggio. (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I sindacati hanno indetto uno sciopero di otto ore (coinvolti tutti i supermercati e gli ipermercati presenti a Pisa, eccetto quelli a marchio Conad, e molte altre aziende) per rivendicare, accusano le organizzazioni sindacali, «il diritto negato dalle associazioni datoriali ad un contratto collettivo dignitoso». Circa 3mila gli addetti impiegati nel settore nel territorio pisano. Molti quelli che domani aderiranno allo sciopero che si inserisce in una mobilitazione nazionale.
«La misura è colma - sottolineano Caterina Ballanti, segretaria della Filcams-Cgil di Pisa, ed Irene Cesari della Uiltucs di Pisa -. Dopo quattro anni di tentativi e di proposte volte a superare le richieste della cooperazione che mirano a comprimere il salario e diminuire diritti e tutele, abbiamo deciso di riprendere la mobilitazione dando un segnale chiaro: la caratteristica cooperativa deve tradursi in segno distintivo anche in materia contrattuale. In Federdistribuzione - continuano i sindacati - i lavoratori sono addirittura senza contratto nazionale di riferimento. Dopo l’uscita di Federdistribuzione da Confcommercio (unica associazione del mondo distributivo ad avere rinnovato il contratto), le aziende associate (Carreforur, Esselunga, Ovs, Ikea, Metro, Zara, Pam Panorama, Penny Market) stanno applicando un regolamento scaduto nel 2011. Erogano, inoltre, aumenti economici molto inferiori rispetto a quelli previsti dai parametri di settore con un notevole danno retributivo e contributivo». Sotto accusa finiscono anche le liberalizzazioni degli orari. A Pisa non si prevedono aperture per il giorno di Natale, ma i sindacati regionali hanno proclamato uno sciopero per contestare gli store che decideranno di alzare le serrande.
«Le aperture festive - concludono i sindacati - non hanno portato nessun beneficio all’occupazione e nessun incremento dei consumi, ma solo un aumento della precarietà». In occasione dello sciopero di domani lavoratori e organizzazioni sindacali si ritroveranno, dalle 10 alle 13, nel piazzale antistante Ikea per un presidio di protesta e per un volantinaggio. (d.r.)
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