Il Tirreno

Pisa

Cisanello, c’è l’ipotesi Rocco Damone per il dopo Tomassini

di Mario Neri
Cisanello, c’è l’ipotesi Rocco Damone per il dopo Tomassini

L’ex direttore dell’Asl pisana in corsa per la successione E per risollevare la cardiochirurgia torna in lizza Glauber

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PISA. Ancora lì, da anni impigliati a dati e tabelle che certificano un punto debole. Ormai «una criticità» segnalata (anche se non citata) perfino nei comunicati ufficiali della Regione. In vetta alle classifiche in moltissimi settori della chirurgia, resta la cardiochirurgia il nervo scoperto del policlinico pisano nelle pagelle appena stilate dall’Agenas. Per l’agenzia sanitaria del ministero della Salute e delle regioni continua ad essere troppo alto il tasso di mortalità post operatoria su alcune patologie del cuore: 4,72% per la sostituzione del bypass contro la media nazionale del 2,15 (Careggi è al 2,24 e l’Opa di Massa a 1,47%); al 3,15% sulla valvuloplastica, mentre in Italia è al 2,66% (a Firenze addirittura all’1,48%). Un settore di Cisanello da riformare, sostiene da anni la politica. «Dati condizionati dal fatto che qui si fanno solo le urgenze, mentre altrove gli altri si prendono anche il lusso di fare gli interventi programmati», dice Carlo Tomassini. Di certo una dei nodi su cui il direttore generale dell’Auop proverà ad avviare una svolta prima di consegnare il testimone al suo successore.

Dopo otto anni, il dg a marzo arriverà a scadenza e la legge non consente un altro rinnovo. Da qualche settimana all’assessorato alla sanità regionale circola un nome su tutti, quello di Rocco Damone, attuale direttore della programmazione dell’Area toscana centro ed ex direttore del’Asl pisana. Stefania Saccardi lo stima e proprio l’esperienza sul territorio potrebbe convincerla a proporlo al rettore Paolo Mancarella. Dunque, potrebbe essere Damone a riprendere in mano un vecchio dossier messo da parte ormai da quasi quattro anni. Quello che prevede la “fusione” fra la cardiochirurgia pisana e quella dell’Opa di Massa. La annunciò l’ex assessore Luigi Marroni ed è sempre stato un pallino di Enrico Rossi. Adesso quel piano potrebbe venir rispolverato. C’è l’occasione per farlo. Da qui ai prossimi mesi la governance del dipartimento Cardio-toracico guidato da Mauro Ferrari cambierà volto. Per il “cuore” dell’ospedale più importante della Toscana nord ovest è l’occasione per una svolta epocale. È da poco andato in pensione Alfredo Mussi da primario della Chirurgia toracica (un’eredità affidata a Marco Lucchi e Franca Melfi), e Mario Marzilli, al timone della Cardiologia 1. Nel primo semestre 2018, poi, lascerà anche Uberto Bortolotti, il cardiochirurgo che guerreggiò con Mario Mariani, scomparso a ottobre a 82 anni, l’icona su cui la cardiochirurgia pisana ha costruito le sue glorie e le sue dannazioni. Per il dopo Marzilli da tempo si parla di Raffaele De Caterina, 63 anni, originario di Benevento ma pisano d’adozione, è uno dei cardiologi più affermati d’Italia e potrebbe decidere di partecipare al concorso per il primariato di cardiologia in arrivo nelle prossime settimane. Ma è il successore di Bortolotti la chiave dell’operazione. E da qualche giorno non c’è capannello di camici bianchi all’Opa e all’edificio 10 di Cisanello da cui non sbuchi il nome di Mattia Glauber. Cardiochirurgo di fama internazionale, il suo addio all’ospedale massese guidato dalla Fondazione Monasterio nel gennaio 2014 sembrò una pietra tombale sui progetti di fusione. Anche perché il medico comasco ricevette un’offerta dall’Istituto Sant’Abrogio di Milano irrinunciabile. Non solo. Due anni fa non era riuscito ad ottenere l’abilitazione da professore ordinario, che invece è giunta qualche giorno fa. Secondo molti, un indizio che confermerebbe la voglia di Glauber di scommettere ancora sul pubblico. Con un’unica incognita: si chiama Claudio Muneretto. Primario a Brescia, potrebbe decidere di sfidarlo nella corsa e partecipare al concorso.

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