Attenzione
il sindaco
«Un piano anche per il litorale»
Altra zona segnalata è quella degli impianti sportivi di Barbaricina
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PISA. Sindaco Filippeschi, perché è così importante il progetto “Binario 14”?
«Perché, al di là dei singoli interventi di cui si compone, tutti molto importanti per Pisa, dà il senso di una città con capacità di cambiamento. E questo può avvenire solo grazie al finanziamento di 18 milioni di euro che abbiamo ottenuto dal governo. Peraltro non è certo il primo grande finanziamento ottenuto in questi anni e che abbiamo dimostrato di saper impiegare fino all’ultimo centesimo».
Qui si torna al “duello” tra grandi opere ed attenzioni maggiori ai quartieri...
«Questo è un intervento sui quartieri. Un bando per le periferie che abbiamo spostato ed allargato anche ad una porzione centrale della città come l’area della stazione. E poi metterei da parte questa storia delle grandi opere: per portare grandi finanziamenti, oltre le possibilità oggettive dei bilanci comunali, servono grandi progettualità. Questi sono risultati eccezionali che lasciamo alla città».
Sembra già un’indicazione per il futuro...
«È una strada da seguire. Credo che iniziative simili dovranno essere prese anche per una riqualificazione dell’area sportiva di Barbaricina. E sarebbe una misura adatta anche per far compiere un salto in avanti al litorale, assicurando un pacchetto di interventi nell’ordine dei dieci milioni di euro».
Cosa pensa di ottenere con la riqualificazione di viale Gramsci?
«Può aiutare a risolvere le situazioni di disordine urbano che ci sono. E potrà anche dare una spinta alla riqualificazione delle attività commerciali della zona. Vedremo di mettere in scaletta al primo posto, nella realizzazione dei singoli interventi di Binario 14, proprio il progetto per la stazione».
Può rientrare in questo anche lo spostamento della questura al palazzo ex Provincia?
«Rientra di sicuro in un contesto di riqualificazione urbana. Ho proposto al ministro Minniti di convocare una conferenza dei servizi, che sarebbe coordinata dalla prefettura. Il trasferimento è un obiettivo complesso, ma se ci vogliamo provare le condizioni ci sono». (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Perché, al di là dei singoli interventi di cui si compone, tutti molto importanti per Pisa, dà il senso di una città con capacità di cambiamento. E questo può avvenire solo grazie al finanziamento di 18 milioni di euro che abbiamo ottenuto dal governo. Peraltro non è certo il primo grande finanziamento ottenuto in questi anni e che abbiamo dimostrato di saper impiegare fino all’ultimo centesimo».
Qui si torna al “duello” tra grandi opere ed attenzioni maggiori ai quartieri...
«Questo è un intervento sui quartieri. Un bando per le periferie che abbiamo spostato ed allargato anche ad una porzione centrale della città come l’area della stazione. E poi metterei da parte questa storia delle grandi opere: per portare grandi finanziamenti, oltre le possibilità oggettive dei bilanci comunali, servono grandi progettualità. Questi sono risultati eccezionali che lasciamo alla città».
Sembra già un’indicazione per il futuro...
«È una strada da seguire. Credo che iniziative simili dovranno essere prese anche per una riqualificazione dell’area sportiva di Barbaricina. E sarebbe una misura adatta anche per far compiere un salto in avanti al litorale, assicurando un pacchetto di interventi nell’ordine dei dieci milioni di euro».
Cosa pensa di ottenere con la riqualificazione di viale Gramsci?
«Può aiutare a risolvere le situazioni di disordine urbano che ci sono. E potrà anche dare una spinta alla riqualificazione delle attività commerciali della zona. Vedremo di mettere in scaletta al primo posto, nella realizzazione dei singoli interventi di Binario 14, proprio il progetto per la stazione».
Può rientrare in questo anche lo spostamento della questura al palazzo ex Provincia?
«Rientra di sicuro in un contesto di riqualificazione urbana. Ho proposto al ministro Minniti di convocare una conferenza dei servizi, che sarebbe coordinata dalla prefettura. Il trasferimento è un obiettivo complesso, ma se ci vogliamo provare le condizioni ci sono». (f.l.)
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