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Pisa

SANITà IN TRIBUNALE/2 

Radiologa rinviata a giudizio

Radiologa rinviata a giudizio

Avvocato-paziente parte civile. L’accusa: non vide un aneurisma

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PISA. Rinviata a giudizio una neuroradiologa di Cisanello accusata di lesioni gravi nei confronti di una paziente.

Per la dottoressa Caterina Rosa, 63 anni, la prima udienza del processo è fissata a marzo davanti al giudice Raffaella Poggi.

Il gup Giulio Cesare Cipolletta ha accolto la richiesta della Procura, pm in aula Aldo Mantovani, dopo la denuncia presentata da un avvocato del Foro di Pisa, con studio a Cascina, che si è costituita parte civile con il legale Massimiliano Soldaini.

L’imputata è difesa dall’avvocato Stefania Mezzetti, mentre l’ospedale, citato come responsabile civile, è rappresentato dall’avvocato Patrizio Pugliese.

Come anticipato dal nostro giornale venerdì scorso, al centro della storia c’è un primo controllo cui venne sottoposto l’avvocato di 43 anni alle prese con un feroce mal di testa. Una preoccupazione legittima vista con il senno di poi. E che non ha avuto un epilogo drammatico per la vittima, ma solo giudiziario.

L’esame non rilevò quelle criticità che poi si manifestarono con il malore, seguito da svenimento, che colpì il legale durante una mattina di lavoro in Tribunale.

Quando venne portata a Cisanello in condizioni serie la radiografia alla testa chiarì l’origine di quei dolori: una vena si era gonfiata con il rischio incipiente di un aneurisma.

Di qui la denuncia contro il medico e di riflesso nei confronti dell’ospedale per non aver diagnosticato in tempo l’insorgere di una patologia che aveva messo in pericolo la vita della professionista.

Se e come la prima visita avesse potuto evitare il malore è l’asse attorno al quale ruota il processo.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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