Il Tirreno

Pisa

Pranza e non paga, bloccata dal ristoratore “detective”

Pranza e non paga, bloccata dal ristoratore “detective”

Autrice del raggiro ai danni dell’Osteria Anita una signora di mezza età L’appello di Benacquista: «Truffe sempre più diffuse, colleghi state in guardia»

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PISA. Per il mitico Conte Mascetti interpretato da Ugo Tognazzi nel film “Amici Miei” era uno dei suoi principali marchi di fabbrica. Stiamo parlando del “rigatino”, il trucco con il quale scappava senza pagare da hotel di lusso dopo soggiorni e soprattutto conti faraonici. Ete a questo si deve essere ispirata la signora di mezza età, molto cortese e ben vestita, che l’altro giorno ha provato a fare il colpo all’Osteria Anita di piazza del Pozzetto. Colpo però non riuscito grazie al proprietario, Federico Benacquista, che non ha abboccato.

«È successo domenica a pranzo – ci racconta - Una signora di mezza età, elegante e con fare cortese, è entrata nel mio locale chiedendo di poter mangiare. Tutto normale, ovviamente. Ha consumato un pasto completo dall’antipasto al dolce esprimendo grande soddisfazione per la qualità dei piatti. Addirittura mi ha anche chiesto, visto che si era trovata bene, di prenotare per la sera un tavolo per alcuni amici e la possibilità di un piatto di asporto». Fin qui dunque tutto tranquillo, ma ecco che scatta il tentativo di raggiro. Ancora il titolare del ristorante: «Al momento di pagare mi ha detto di non avere contanti chiedendo quindi di poter fare bancomat in una banca. A quel punto incominciano i miei sospetti – spiega Benacquista – anche perché le faccio presente che ho il pos e quindi avrebbe potuto pagare utilizzando la carta. Ma lei insiste che preferisce i contanti e allora le indico la vicina banca in piazza Garibaldi». Per Federico Benacquista i sospetti diventano sempre più fondati e quindi segue di qualche passo la signora «che non si ferma alla banca di piazza Garibaldi ma imbocca il lungarno Pacinotti – racconta ancora - La raggiungo e la fermo dicendole che la banca si trovava da un’altra parte. Ma anche in questo caso ha la risposta pronta e mi dice che alloggia all’Hotel Victoria e che sarebbe salita nella sua stanza per prendere i contanti. Faccio finta di crederle e le dico che l’aspetto al ristorante». Ma anche in questo caso Benacquista non abbocca e si apposta fuori dall’albergo. «La signora dopo poco esce e si dirige verso il Rettorato, in direzione opposta del mio locale – prosegue il ristoratore - la fermo e le chiedo spiegazioni senza avere risposta. Non mi resta che chiamare il 113. La signora senza documento è stata accompagnata in questura». La conclusione di Benacquista, che parla anche come responsabile dei pubblici esercizi del centro storico di Confesercenti: «Ho raccontato questa storia per mettere in guardia i miei colleghi. Anche perché casi analoghi si erano verificati qualche mese fa a Viareggio. Purtroppo adesso nel nostro lavoro bisogna stare attenti anche alle truffe spesso informatiche o legate a false recensioni, ma in questo caso vecchia maniera».

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