Il Tirreno

Pisa

Ferrovia, canali e Galilei gli snodi dello sviluppo

Ferrovia, canali e Galilei gli snodi dello sviluppo

Il ruolo di Pisa nel nuovo piano triennale del sistema portuale toscano E nel parcheggio del People Mover potranno andare i bus delle crociere

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, nella quale sono confluite l’Autorità portuale di Livorno e quella di Piombino e dell’Elba, ha approvato il piano operativo triennale. E anche Pisa, in qualità di area portuale di retroterra, entra nelle strategie. La visione di futuro è quella di un “nodo logistico complesso del Mar Tirreno Settentrionale”, ovvero un sistema unitario composto di elementi logistici e produttivi, dotazioni industriali, impiantistiche ed ambientali, reti energetiche, telematiche e servizi nella fascia costiera dell’Alto Tirreno.

«Questo sistema unitario risponde pienamente al concetto di “nodo” come definito dalle linee guida europee sulle Ten-T (le reti di trasporto trans-europee), in quanto infrastrutture di più modalità di trasporto (marittima, ferroviaria, stradale, vie d’acqua interne ed aeroportuale), combinate funzionalmente e connesse», sottolinea l’ingegner Giovanni Bonadio, rappresentante del consiglio regionale nel Comitato portuale Alto Tirreno, composto dai rappresentanti dei Comuni partecipanti (Livorno e Piombino), della Regione e della Capitaneria di Porto. Ma nella governance del sistema portuale è anche una sorta di “antenna di Pisa”, sua città di adozione.

In questa prospettiva, seguita anche dalla commissione regionale costa presieduta da Antonio Mazzeo, Pisa e l’area pisana sono viste come il centro che garantisce la connettività (di merci, persone e dati) tra il nodo logistico dell’Alto Tirreno e l’area metropolitana della Toscana centrale. Il naturale punto di convergenza dei flussi di persone e merci generati dal nodo logistico in direzione dei corridoi trans-europei. «Si pensi - dice Bonadio - al potenziamento dei collegamenti ferroviari (merci e passeggeri) Collesalvetti-Pisa e dell’asse Pisa-Firenze già allo studio di fattibilità da parte di Rfi». Questi sono interventi ferroviari considerati di “piccola scala”, ma in grado di ottimizzare le funzioni portuali e industriali di Livorno e di Piombino, di potenziare le funzioni logistiche dell’interporto Vespucci, mentre sul nodo ferroviario urbano di Pisa «che registra una forte commistione merci-passeggeri - sottolinea Bonadio - si libererebbero al contempo “tracce” da destinare alla mobilità passeggeri (pendolari e turistici), magari attraverso la velocizzazione semaforica». Dunque, più treni veloci sulla Pisa-Firenze come richiesto da più parti.

L’area pisana mette sul piatto anche la Darsena, via d’acqua collegata al porto di Livorno dal canale dei Navicelli ed all’Arno dall’Incile, con funzioni logistiche, industriali e distributive legate a settori ad alto potenziale di crescita quali Gnl (rigassificazione), nautica ed e-commerce, con specializzazione di “City Logistic” per un’area di oltre 200mila abitanti. «Per non parlare dell’aeroporto - aggiunge Bonadio - la cui funzione assume rilevante importanza all’interno del “nodo logistico” non solo per il trasporto persone, ma anche per il trasporto di merci (il Centro Cargo vede sempre più aumentare il proprio traffico)».

Inoltre, una sempre più stretta collaborazione tra i porti di Livorno e Piombino e l’aeroporto Galilei «potrà favorire - conclude Bonadio - l’aumento del flusso turistico con “crociere di testa”, incrementando così il traffico sia portuale che aeroportuale. Il People Mover, con i suoi parcheggi scambiatori idonei ad ospitare i bus turistici provenienti dagli scali portuali, sono infrastrutture già pronte».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa