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«Quelli di Gelli e Serfogli non sono i nomi giusti»

«Quelli di Gelli e Serfogli non sono i nomi giusti»

Fontanelli (Mdp): candidature deboli, il ballottaggio alle comunali sarà probabile, serve una soluzione più aperta verso la società che raccolga consensi oltre il partito

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PISA. «L’obiettivo è raggiungere una rappresentanza parlamentare che possa pesare nella politica italiana per diventare in poco tempo, come “Liberi e Uguali”, il nuovo soggetto unitario della sinistra. In definitiva, un partito. La prospettiva è quella di ricostruire un campo progressista e di sinistra in grado di puntare al governo del Paese, anche con forze democratiche più moderate, ma su una linea politica chiara con al centro la lotta alle diseguaglianze». Paolo Fontanelli è impegnato in prima linea con la nuova compagine di sinistra.

Ancora di più dopo la nomina a tesoriere. «Mi hanno detto - racconta il deputato di Mdp - che il mio nome è uscito da uno scambio di idee tra Grasso, Speranza, Fratoianni e Civati, e che non potevo tirarmi indietro».

Fontanelli dovrebbe essere candidato al Senato: «Preferirei di no, ma mi sono messo a disposizione. Comunque con i collegi e le candidature plurinominali del proporzionale, per una formazione politica nuova come la nostra non è facile fare previsioni». Ancora più difficile sciogliere i nodi dei rapporti con il Pd che, in vista delle elezioni comunali, cerca in tutti i modi di tenere nella coalizione anche Articolo Uno. «Certamente - ammette Fontanelli - la battaglia elettorale rende più complicato il confronto con il Pd. Noi ci presentiamo con un progetto nettamente alternativo non solo alle destre e al M5S, ma anche alle politiche economiche e sociali sostenute da Renzi e poi da Gentiloni. Ovviamente non c’è una meccanica trasposizione sul piano locale di questa competizione. Ma i passaggi temporali contano molto. Meglio se le elezioni comunali sono distinte da quelle politiche. E, aggiungo, meglio se nel Pd si apre una fase seria di ripensamento sui problemi del lavoro, dell’istruzione, dello stato sociale e le autonomie locali».

Alle comunali “Liberi e Uguali” dovrebbe presentarsi con una propria lista: «Se il progetto trova un consenso significativo alle politiche è naturale che lo sbocco sia quello. Sulle alleanze vedremo. Dipenderà dal programma e dalle persone che si candidano per la guida del Comune». L’eventuale candidatura a sindaco del deputato Federico Gelli da parte del Pd potrebbe essere decisiva, e sufficiente, per un’intesa? «Non abbiamo mai posto veti o pregiudizi sulle persone. Abbiamo posto il problema di mettere al centro la ricerca di una proposta innovativa, non in pura continuità con l’attuale giunta, per raccogliere la richiesta di cambiamento che si avverte nel diffuso malessere cittadino. Altrimenti il rischio della convergenza tra tutti gli scontenti diventa reale e può succedere di consegnare la città alla destra o ai grillini come a Cascina, Pistoia o Livorno. Penso che il centrosinistra debba pensare ad una candidatura che apre gli schemi, che non lo chiuda nel recinto di partenza, perché se si va al ballottaggio, com’è prevedibile, non si vince con una proposta di partito. Per questo credo che Serfogli sia debole e che anche Gelli, che certamente non è in continuità ed è autorevole, non sia in grado di raccogliere consensi al di là del centrosinistra a guida Pd. Ci vuole una soluzione più aperta verso la società pisana».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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