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Piano non approvato, si avvicina l’ipotesi del commissariamento

Piano non approvato, si avvicina l’ipotesi del commissariamento

PISA. L’ultimo tentativo di approvare il Piano di organizzazione variabile è naufragato di fronte alla mancanza del numero legale. Per il Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno l’ipotesi...

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PISA. L’ultimo tentativo di approvare il Piano di organizzazione variabile è naufragato di fronte alla mancanza del numero legale. Per il Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno l’ipotesi commissariamento si fa sempre più concreta. L’assemblea convocata dall’ente consortile, decisiva per rispondere ad una delle principali richieste avanzate dalla Regione che ha “minacciato” di commissariare il Consorzio, è saltata a causa della mancanza del numero legale. Più della metà dei 28 componenti non ha risposto alla convocazione che avrebbe dovuto votare il Piano di organizzazione variabile (Pov), il documento che prevede promozioni di personale in organico e assunzioni ex novo e che dopo quasi due anni dall’insediamento del consiglio non è stato ancora approvato. Sfuma il tentativo da parte dell’ente di inviare in extremis (ieri è scaduto il termine concesso dalla Regione) il “pacchetto” di controdeduzioni alle contestazioni mosse dalla Regione, che nelle scorse settimane ha inviato anche una diffida ufficiale al presidente del Consorzio Marco Monaco, prospettando di fatto il commissariamento dell’ente. Provvedimento, quest’ultimo, che scatterebbe se la Regione non riterrà idonee le osservazioni e i chiarimenti richiesti. La scorsa settimana il presidente del Consorzio si è detto «tranquillo e fiducioso» dopo aver inviato agli uffici regionali parte delle controdeduzioni chieste.

Dopo l’approvazione dell’assemblea consortile dello scorso 6 dicembre (presenti 16 su 28 componenti), il Consorzio ha inviato le proprie risposte su due dei tre punti contestati dalla Regione: l’esoso compenso del direttore generale («è conforme al contratto nazionale dei dirigenti dei Consorzi di bonifica e leggermente inferiore rispetto alle disposizioni della Regione per la parte variabile», sostiene l’ente) e i ritardi nell’attuazione degli interventi manutentivi previsti per il 2017 (“certificati” da una serie di documentazione inviata alla Regione). Senza risposte è rimasta quindi la richiesta di chiarimenti sul Pov, la cui approvazione è ancora una volta sfumata. «Da due anni cerco di far approvare il piano, ma per una serie di coincidenze non è stato ancora possibile farlo», ha spiegato qualche giorno fa Monaco, che si è detto anche pronto a difendersi e «difendere l’ente in tutte le sedi se le risposte della Regione saranno negative». (d.r.)

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