La manifestazione
fantasma dell’opera
L’antipasto diventa un’opera d’arte
La giuria del Premio della Ristorazione Pisa è tornata in pieno centro storico per visitare, a due passi dal teatro Verdi in via Palestro 20, l’Osteria il Fantasma dell’Opera. Un nome quanto mai...
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La giuria del Premio della Ristorazione Pisa è tornata in pieno centro storico per visitare, a due passi dal teatro Verdi in via Palestro 20, l’Osteria il Fantasma dell’Opera. Un nome quanto mai azzeccato visto che fa riferimento al romanzo francese dei primi del Novecento di Gaston Leroux ambientato nel Teatro dell’Opera di Parigi. Ad accogliere la commissione Martina Cataldi con i suoi chef Federico Becuzzi e Roberto Carani (coadiuvati in queste settimane da Francesco Alberto Tamargo dell’istituto alberghiero Matteotti). L’antipasto caldo scelto per la sfida è stato un vero trionfo di colori e soprattutto di sapori: “Uovo al tartufo cotto a bassa temperatura, pralina di fegato con cuore di Porto, nocciole tostate e patata croccante, suprema di Faraona con mousse dei suoi fegatini e riduzione di Chianti Superiore”. Una ricetta davvero particolare per la quale la giuria, nel suo commento finale, si è dovuta affidare a due citazioni. La prima di Julia Child, cuoca e scrittrice statunitense: “Impara a cucinare, prova nuove ricette, impara dai tuoi territori, non aver paura ma soprattutto divertiti”. L’altra dello scrittore francese Daniel Pennac: “In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere”. Ad accompagnare l’antipasto è stato scelto il “Sincero”, rosso biologico e biodinamico della Tenuta di Poggio di San Miniato.
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