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PISA. Un primo controllo in ospedale per un mal di testa feroce. «Tutto a posto, non si preoccupi» fu la risposta della radiologa. Dopo qualche tempo la professionista uscita dall’ospedale...

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PISA. Un primo controllo in ospedale per un mal di testa feroce. «Tutto a posto, non si preoccupi» fu la risposta della radiologa. Dopo qualche tempo la professionista uscita dall’ospedale rassicurata su quei dolori lancinanti si sente male. È un avvocato, il malore la coglie di mattina quando è un Tribunale. Trasferita d’urgenza in ospedale la diagnosi stavolta è molto seria. Ha rischiato di morire per un aneurisma cerebrale. Quella prima visita conclusa con un via libera sostanziale nel frattempo è diventata la base della denuncia presentata dal legale. E che ora si è trasformata in una richiesta di rinvio a giudizio per lesioni personali gravi a carico della radiologa che non vide i sintomi dell’aneurisma. Come responsabile civile è stato chiesto il processo anche per l’Azienda ospedaliera. È il magistrato Flavia Alemi che si occupa del caso e che vuole il rinvio a giudizio del medico di Cisanello e a corredo in dibattimento anche la presenza dell’ospedale. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere sulla richiesta della Procura.

La vicenda vede protagonista un avvocato quarantenne con studio a Cascina che abitualmente frequenta il Tribunale pisano. Decide di farsi vedere a Cisanello quando, dopo un periodo di mal di testa senza un motivo apparente, la situazione non migliora. Per capire l’origine di quei disturbi che la preoccupano si presenta in ospedale. Spiega le ragioni della visita e poi viene sottoposta a un esame radiologico. L’esito non chiarisce la causa di quel tarlo martellante. I sintomi non trovano un riscontro sulle lastre che la radiologa studia prima di congedare la paziente. L’avvocato torna a casa con il mal di testa, ma senza un rimedio per vincerlo. Quello che non era stato visto o non era ancora visibile al momento delle radiografie si manifesta in Tribunale. La professionista sviene all’improvviso dopo aver accusato l’ennesimo dolore violento. Quando a Cisanello la visitano e le fanno anche una Tac scoprono l’ingrossamento di una vena a livello cerebrale. Un aneurisma sfiorato e anticipato in tempo. Se e come la prima visita avesse potuto evitarlo è il punto su cui l’avvocato prima e la Procura poi vogliono chiarimenti con un processo alla radiologa.

Pietro Barghigiani

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