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sopralluogo dei consiglieri 

«Rifiuti e divisioni tra etnie, la realtà al villaggio di Coltano»

«Rifiuti e divisioni tra etnie, la realtà al villaggio di Coltano»

PISA. Sopralluogo della commissione politiche sociali del Comune villaggio “Città Sottili” di Coltano su richiesta dei consiglieri Filippo Bedini (Nap-Fdi) e Mirella Bronzini (Forza Italia). «L’unico...

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PISA. Sopralluogo della commissione politiche sociali del Comune villaggio “Città Sottili” di Coltano su richiesta dei consiglieri Filippo Bedini (Nap-Fdi) e Mirella Bronzini (Forza Italia). «L’unico precedente di un sopralluogo risale all’epoca della consegna delle case, nel settembre 2010», sottolineano i consiglieri, che aggiungono: «I nuclei familiari dovevano essere 14, poi diventati 17, per un totale di 78 persone, bambini compresi. Sconcerta che a domanda precisa su quante siano attualmente le persone che vi abitano né il dirigente né gli operatori abbiano saputo rispondere con precisione. L’unico dato certo che abbiamo avuto è che il costo annuo per gli operatori, i progetti, i laboratori e le manutenzioni che non sono in capo ai locatari ammonta a ben 285mila euro».

Il primo a scendere nel dettaglio è Bedini: «Arrivando al villaggio di Coltano dalla città si capisce bene come si sia voluto istituzionalizzare un ghetto. E lo si è fatto alla faccia del proclama iniziale, quando il progetto veniva presentato come una soluzione perfetta di integrazione. Invece si è anche accettata, all’interno del villaggio, una suddivisione rigidissima tra la parte bosniaca e quella macedone: come si può pensare che queste etnie, che non si integrano nemmeno tra loro, possano integrarsi con gli italiani». Bronzini si concentra su due altri aspetti: «Gli stessi abitanti del villaggio hanno lamentano malfunzionamenti come la mancanza di illuminazione e il fatto che i giardini condominiali si allagano quando piove. Peccato che i lampioni inizialmente ci fossero, ma sono spariti, ed i pali che li sorreggevano sono lì a testimoniarlo, e che se le acque piovane non defluiscono è perché le fognature sono in alcuni punti visibilmente spaccate». E ancora: «Il progetto prevedeva che l’area fosse recintata e l’ingresso fosse unico e dotato di servizio di guardiania. Ora invece la recinzione risulta divelta in molti punti e all’area può accedere chiunque e da ogni parte. E il servizio di guardiania non è mai stato attivato».

Prosegue Bedini: «Qui sarebbero dovute rimanere solo le 17 case, il resto doveva essere tutto bonificato. Invece sono ancora presenti container e roulotte, e due casette abusive. Oltretutto siamo all’interno del Parco! Sono in essere procedure di allontanamento, ma nessuno è stato fatto andare via». Due giorni prima del sopralluogo, rivela Bedini, «siamo passati e abbiamo trovato un mezzo tipo “ragno” che caricava su un camion quintali di rifiuti. Questo ha continuato a pulire fino a dieci minuti prima dell’orario di convocazione. Forse dovremmo farne più spesso di questi sopralluoghi. Questo tipo di villaggi cronicizza i problemi invece di risolverli. Basta spendere soldi in un assistenzialismo ideologico che penalizza gli italiani che seguono i percorsi normali con strade alternative, figlie di un razzismo alla rovescia che crea frizione sociale e ci condurrà ad una guerra tra poveri dagli esiti devastanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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