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Un presepe anche a Tre Colli «Calci mèta per appassionati»

Un presepe anche a Tre Colli «Calci mèta per appassionati»

CALCI. Un originale presepe arricchisce la Valgraziosa. Rende il lungomonte pisano ancora più “Terra di presepi”. Domenica, a Tre Colli, nel Santuario della Madonna delle grazie, caro alla devozione...

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CALCI. Un originale presepe arricchisce la Valgraziosa. Rende il lungomonte pisano ancora più “Terra di presepi”. Domenica, a Tre Colli, nel Santuario della Madonna delle grazie, caro alla devozione dei fedeli, viene inaugurata una nuova raffigurazione della nascita di Gesù.

Il presepe incontra l’approvazione, anzi, il plauso esplicito di don Antonio Cecconi, il quale guida l’Unità pastorale e sottolinea: «Si tratta di un inedito presepio, frutto di una bella collaborazione, che ha visto lavorare insieme un gruppo di volontari capaci di evidenziare grande cura nel decoro dello storico tempio. Vale la pena citare Luigi Begliomini e Franca Bertolini, in primis. Va poi rilevata la maestria di Maurizio Bertolini, un artigiano che riesce a far cantare le pietre e che ha già abbellito molti angoli della Valgraziosa. Gratitudine anche all’associazione Fili d’arte, un laboratorio che attraverso il telaio e i lavori a maglia porta avanti una lunga esperienza di solidarietà e che in questa occasione ha allestito per i personaggi preziose vesti su misura, in grado di esaltare la diversa abilità di Paolo Benucci, maestro tessitore».

Domenica alle 16 il presepe viene inaugurato con la partecipazione dei “Poeti dell’amore”, gruppo che già in altre circostanze ha poeticamente accompagnato appuntamenti significativi di vita calcesana. C’è l’intervento importante di Mario Pellegrini, presidente della Firlarmonica “Giuseppe Verdi”. Pellegrini, ex amministratore illuminato, è anche un poeta molto conosciuto ben oltre i confini locali. Le sue liriche, come rileva don Antonio Cecconi, affondano le radici negli uliveti vicini al santuario. Sarà raccontata una storia risalente ai tempi duri della seconda guerra mondiale, quando anche Tre Colli e segnatamente il santuario mariano aprirono le porte agli sfollati nell’estate del 1943. Furono circa 60 mila, provenienti anche da Livorno, gente disperata, che fuggiva dai bombardamenti e dalle cannonate. Ma non sarà una storia triste quella che sarà narrata.

Pierluigi Ara

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