Il Tirreno

Pisa

Droga comprata sul web «Processate quella coppia»

Droga comprata sul web «Processate quella coppia»

La Procura ha chiesto due rinvii a giudizio. L’accusa: acquistavano online per rivendere le dosi, dovranno rispondere di traffico internazionale di sostanze stupefacenti

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SAN GIULIANO TERME. Era finito in un’indagine della Fbi per una storia di droga. E aveva evitato il carcere per un soffio. Non l’ha scansato la cella, invece, ad aprile dopo essere arrestato dalla polizia per traffico internazionale e commercializzazione di sostanze stupefacenti. Droga comprata su Internet e poi rivenduta in zona. Ora il sostituto procuratore Paola Rizzo ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Fontani, 56 anni, residente a Pontasserchio, difeso all’avvocato Laura Antonelli, e della sua compagna David Pereira Ferreira, conosciuta anche come Kathlyn, 34 anni, trans brasiliana, assistita dall’avvocato Picchi.

L’udienza preliminare è fissata per la fine di gennaio.

È stata un’indagine della squadra mobile pisana a illuminare la parte oscura di Internet, il deepweb, quella dove il mercato virtuale e illegale rende possibile lo scambio di armi e droghe e in generale gli strumenti del crimine al riparo dalle tracce che si lasciano navigando sui motori di ricerca conosciuti. Fontani, scampato agli agenti federali statunitensi in passato quando fu scoperto e chiuso il blackmarket “Silk Road”, è stato segnalato agli Usa come trafficante di droga. Gli vengono contestate, a partire dal 2013, almeno 2300 cessioni di droga trovata e comprata sulla piattaforma online oscurata. Nel gennaio 2016 la polizia, anche con attività sotto copertura online, entra nel mondo sommerso del web dando il via all’operazione conclusa ieri mattina. E trova, navigando nel buio dell’illecito più ostentato e proibito, i pusher da tastiera impegnati nell’acquisto e cessione di hashish, cocaina, marijuana e droghe sintetiche. Il luogo principale dello scambio era il sito “Italian Darknet Community” che ha due particolarità: mittenti e destinatari anonimi e la moneta usata è il bitcoin. È stato chiuso dopo aver capito che tipo attività ospitasse. Su YouTube ci sono diversi video in cui Fontani si proclama il grande sacerdote che esalta la droga e il suo consumo. “Vivi veloce, muori giovane” è il suo motto. È uno che inciampa spesso in un’esistenza complicata dove gli stupefacenti sono presenti e ricorrono facendolo deragliare.

È accusato, con la compagna brasiliana, di aver trafficato droga stando al computer per immergersi, confidando nell’oscurità dei siti illegali, nella zona nera di Internet.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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