Attenzione
Cnr, stabilizzazione non per tutti
Nuova protesta dei precari in piazza: «Va allargata la proposta di assunzione»
PISA. «Ci sono ancora spazi per riformulare gli emendamenti, adesso la politica deve muoversi per mantenere le promesse».
Nel cinquantesimo giorno di occupazione di un’aula dell’Area della ricerca di San Cataldo, i lavoratori precari del Cnr sono tornati in piazza ieri pomeriggio per contestare la mancata previsione (per il momento) di stabilizzazione per gli 8.800 precari degli enti di ricerca con la legge di stabilità. In Senato è infatti passata la proposta di assunzione per circa 2.000 tra ricercatori e tecnologi precari (dalla proposta sono rimasti fuori amministrativi e altre figure professionali), ma con un cofinanziamento del 50% a carico degli enti di ricerca. Con il passaggio alla Camera i dipendenti precari del Cnr di Pisa, supportati dall’Unione sindacale di base, chiedono di allargare a tutti il processo di stabilizzazione.
«Siamo fortemente indignati - sottolineano i precari riuniti in presidio davanti al Comune - perché gli impegni dichiarati dai politici appartenenti alla maggioranza governativa si stanno rivelando, ad oggi, inconsistenti. Resta poco tempo prima della chiusura dei lavori alla Camera e per questo vogliamo ribadire la richiesta di un piano assunzionale straordinario per tutti i lavoratori precari degli enti di ricerca pubblici». Con slogan, bandiere e cartelli, i precari pisani sono tornati in piazza dopo il presidio dello scorso primo dicembre in occasione della presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.
Prosegue intanto l’occupazione di un’aula dell’Area di ricerca di via Moruzzi: una mobilitazione partita quasi due mesi fa per rivendicare l’assunzione a tempo indeterminato di centinaia di lavoratori dopo decine di contratti precari firmati (qualcuno ha raggiunto anche la soglia di vent’anni di precariato). Protesta che si è allargato a Roma, Firenze e in altre quindici sedi del Cnr con manifestazioni, presidi e occupazioni in attesa di una stabilizzazione che, dopo essere svanita in Senato, passa adesso dalla Camera.
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