Sicurezza
La Festa della Toscana, terra dei diritti umani
Oggi seduta straordinaria del consiglio comunale agli Arsenali Repubblicani per celebrare l’editto leopoldino che abolì la pena di morte e la tortura
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PISA. Con una seduta straordinaria del consiglio comunale si celebra oggi a Pisa la Festa della Toscana. L’appuntamento è alle 9 nella cornice degli Arsenali Repubblicani davanti alla Cittadella. Dopo i saluti del presidente del consiglio comunale, Ranieri Del Torto, del presidente del consiglio della Regione Toscana, Eugenio Giani, e quelli del sindaco Marco Filippeschi, il professor Alessandro Tosi (docente dell’Università di Pisa al Dipartimento di Forme e civiltà del sapere, nonché direttore del Museo della Grafica di Pisa), terrà una lezione su “I Lorena e le arti”. Successivamente sono previsti gli interventi di alcuni rappresentanti della Consulta provinciale degli studenti, del liceo Carducci, dell’Itis Santoni, dell’istituto Galilei-Pacinotti e del liceo Buonarroti.
Nel pomeriggio la Festa della Toscana proseguirà a Palazzo Blu di lungarno Gambacorti, dove la mostra permanente sarà aperta gratuitamente e gli studenti del liceo musicale Carducci offriranno ai visitatori degli intermezzi musicali.
«Anche quest’anno - sottolinea Del Torto - abbiamo voluto offrire a tutta la città, in occasione della Festa della Toscana, un programma molto ricco e che, per la prima volta, non si concluderà con la seduta straordinaria del consiglio comunale, ma avrà un’ importante appendice nel nuovo anno. Entro il prossimo mese di marzo apporremo infatti una targa ricordo su una parete del Museo nazionale di Palazzo Reale che, com’è noto, fu la sede nella quale il 30 novembre del 1786 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo firmò l’editto che abolì, primo Stato al mondo, la pena di morte e la tortura. La targa che apporremo ricorderà la firma di questo editto».
«Se dal 1786 la pena di morte non esiste più in Toscana - aggiunge il vicepresidente del consiglio comunale, Riccardo Buscemi - purtroppo in molti, ancora troppi Paesi del mondo essa è ancora in vigore. Con questa celebrazione facciamo dunque una riflessione sulla lunga strada ancora da percorrere per molti Stati e sull’importanza della bella situazione che viviamo nel nostro Paese, opponendoci così anche alle periodiche proposte di reintroduzione della pena di morte».
È dal 2000 che il consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge per celebrare, il 30 novembre di ogni anno, la Festa della Regione Toscana, un’occasione che vuole essere un omaggio a tutti coloro che si riconoscono nei valori della pace, della giustizia e della libertà, la cui voce echeggiava alle cinque della sera del 30 novembre 2000, giorno della prima celebrazione della festività, quando le campane hanno suonato a festa in tutta la Toscana per un laico rito della memoria.
L’anniversario è quello della Riforma Penale promulgata da Pietro Leopoldo di Lorena. Con tale riforma, che del Granduca fu «monumento e gloria», secondo uno storico del primo Novecento, la Toscana divenne il primo Stato al mondo in cui si abolì la pena di morte, «conveniente - secondo Pietro Leopoldo - solo ai popoli barbari». Il 30 novembre quindi non è una data fondamentale solo per l’antico Granducato di Toscana o interessante per coloro che si occupano di storia, ma è stato il principio di una rinnovata vita per l’intera umanità, una vita che nacque lungo le sponde dell’Arno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel pomeriggio la Festa della Toscana proseguirà a Palazzo Blu di lungarno Gambacorti, dove la mostra permanente sarà aperta gratuitamente e gli studenti del liceo musicale Carducci offriranno ai visitatori degli intermezzi musicali.
«Anche quest’anno - sottolinea Del Torto - abbiamo voluto offrire a tutta la città, in occasione della Festa della Toscana, un programma molto ricco e che, per la prima volta, non si concluderà con la seduta straordinaria del consiglio comunale, ma avrà un’ importante appendice nel nuovo anno. Entro il prossimo mese di marzo apporremo infatti una targa ricordo su una parete del Museo nazionale di Palazzo Reale che, com’è noto, fu la sede nella quale il 30 novembre del 1786 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo firmò l’editto che abolì, primo Stato al mondo, la pena di morte e la tortura. La targa che apporremo ricorderà la firma di questo editto».
«Se dal 1786 la pena di morte non esiste più in Toscana - aggiunge il vicepresidente del consiglio comunale, Riccardo Buscemi - purtroppo in molti, ancora troppi Paesi del mondo essa è ancora in vigore. Con questa celebrazione facciamo dunque una riflessione sulla lunga strada ancora da percorrere per molti Stati e sull’importanza della bella situazione che viviamo nel nostro Paese, opponendoci così anche alle periodiche proposte di reintroduzione della pena di morte».
È dal 2000 che il consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge per celebrare, il 30 novembre di ogni anno, la Festa della Regione Toscana, un’occasione che vuole essere un omaggio a tutti coloro che si riconoscono nei valori della pace, della giustizia e della libertà, la cui voce echeggiava alle cinque della sera del 30 novembre 2000, giorno della prima celebrazione della festività, quando le campane hanno suonato a festa in tutta la Toscana per un laico rito della memoria.
L’anniversario è quello della Riforma Penale promulgata da Pietro Leopoldo di Lorena. Con tale riforma, che del Granduca fu «monumento e gloria», secondo uno storico del primo Novecento, la Toscana divenne il primo Stato al mondo in cui si abolì la pena di morte, «conveniente - secondo Pietro Leopoldo - solo ai popoli barbari». Il 30 novembre quindi non è una data fondamentale solo per l’antico Granducato di Toscana o interessante per coloro che si occupano di storia, ma è stato il principio di una rinnovata vita per l’intera umanità, una vita che nacque lungo le sponde dell’Arno.
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