La protesta
In mani pisane le presenze tv di Berlusconi
di Francesco Loi
Il giornalista Alberto Barachini nello staff della comunicazione politica dell’ex premier
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PISA. «Certo, io lo chiamo presidente. Lui mi dà del tu». Ormai ha casa a Milano da tanti anni. Ma è pisanissimo Alberto Barachini, nuovo responsabile della comunicazione televisiva (e social) di Silvio Berlusconi, in vista delle elezioni politiche. Una scelta avvenuta tutta dentro Mediaset. Giornalista di Tgcom24, con un passato al Tg4 di Emilio Fede, si trova ora catapultato dagli studi televisivi alla villa di Arcore dove si svolgono gli incontri decisivi delle strategie politico-comunicative dell’ex Cavaliere. «Un’esperienza molto interessante, molto formativa. Che ti consente di vedere il mondo dell’informazione da una prospettiva diversa, rovesciata rispetto a quella consueta del giornalista».
Lo scouting dentro Mediaset è stato intenso. «C’era la necessità di inserire nello staff del presidente una figura come quella che sono stato chiamato a ricoprire - racconta Barachini -. Si è aperto un dialogo con l’azienda per capire se ci fosse un profilo adatto. Da inviato del Tg4 per diversi anni, dal 2001 al 2008, ho seguito il presidente in Italia e all’estero, e quindi c’era già anche una conoscenza diretta. Così i vertici Mediaset hanno indicato il mio nome». Si dice che uno dei sì decisivi sia arrivato direttamente da Fedele Confalonieri.
Da qualche settimana Barachini fa parte di uno staff di persone che si occupa della comunicazione di Berlusconi. C’è Licia Ronzulli, già europarlamentare, assistente dell’ex premier e componente del coordinamento di Forza Italia. C’è Valentino Valentini, che si occupa dei temi esteri. E c’è Sestino Giacomoni, coordinatore dei coordinatori di Forza Italia. A completare la squadra l’avvocato Niccolò Ghedini.
«Seguo il presidente in tutti i suoi impegni - dice Barachini - tra Arcore, dove sto spesso, la sua residenza a Roma e Bruxelles. Siamo andati a fare la campagna elettorale in Sicilia». Svela il primo contatto con Berlusconi: «Mi ha detto subito: sono disponibile ad accettare i consigli, ma sai che mi piace avere l’ultima parola. Posso dire che abbiamo un buon rapporto, confidenziale e professionale». D’altra parte, nel suo compito deve andare anche oltre gli schemi. Berlusconi infatti deve diventare assai più social rispetto a tutte le sue precedenti campagne elettorali. Una sorta di rivoluzione per un leader storico che deve confrontarsi con i nuovi mezzi di contatto popolare.
Assicura che lavorando con e per Berlusconi gli orari non esistono. «Si lavora tanto e non si guarda l’orologio», sorride. Giornali, tv accese, social sempre sott’occhio. Nella villa di Arcore, Barachini trascorre in questo periodo molte ore. «Il presidente ha tra le sue caratteristiche quella di essere una persona molto ospitale e molto simpatica - dice -. I pranzi di Arcore sono prevalentemente di lavoro, ma sono anche molto gradevoli. Ti senti sempre accolto nel migliore dei modi. Anche dalla cucina gestita da un’equipe di cuochi».
La sua carriera giornalistica è fatta di dieci anni al Tg4, «poi - prosegue - sei anni collaborando alla costruzione del sistema all news Tgcom 24 di Mediaset. Un’esperienza professionale assolutamente eccezionale». Caporedattore e conduttore, prima della chiamata nello staff politico, quello che hanno già chiamato il nuovo cerchio magico berlusconiano.
Ma gli esordi sono tutti pisani. Collaboratore della redazione del Tirreno, ma anche a 50 Canale. «Un passato lontano? Assolutamente no. Sono molto affezionato a tutte le mie esperienze. Soprattutto a quelle iniziali, perché hanno cominciato ad insegnarmi il linguaggio del giornalismo, la semplicità e la chiarezza, bagaglio valido per qualunque ruolo successivo. Un direttore mi disse: grandi notizie, piccoli giornalisti; piccole notizie, grandi giornalisti. Concordo pienamente». La famiglia di Alberto Barachini è pisana, la moglie anche, e due dei suoi tre figli sono nati sotto la Torre. «Torno ogni volta che posso, perché sento e sentirò sempre Pisa casa mia».
Una città che a primavera andrà al voto per le elezioni comunali. Ma gli occhi di Berlusconi e del suo staff quanto sono puntati anche su Pisa? «Girando l’Italia - risponde Barachini - si percepisce anche in regioni tradizionalmente orientate a sinistra un cambiamento di clima piuttosto evidente. Anche in realtà monocolori non ci sono più le certezze di un tempo. La politica negli ultimi anni è totalmente cambiata rispetto agli schemi del passato».
Ma finita questa parentesi, non è che Alberto Barachini voglia imitare Giovanni Toti, da direttore di Studio Aperto e Tg4 (al posto di Fede) a politico di professione, eletto governatore della Liguria? Ride: «Credo che il mio mondo sia quello del giornalismo e della comunicazione. Non penso al futuro, ma al presente. Che, capirete, è già molto impegnativo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo scouting dentro Mediaset è stato intenso. «C’era la necessità di inserire nello staff del presidente una figura come quella che sono stato chiamato a ricoprire - racconta Barachini -. Si è aperto un dialogo con l’azienda per capire se ci fosse un profilo adatto. Da inviato del Tg4 per diversi anni, dal 2001 al 2008, ho seguito il presidente in Italia e all’estero, e quindi c’era già anche una conoscenza diretta. Così i vertici Mediaset hanno indicato il mio nome». Si dice che uno dei sì decisivi sia arrivato direttamente da Fedele Confalonieri.
Da qualche settimana Barachini fa parte di uno staff di persone che si occupa della comunicazione di Berlusconi. C’è Licia Ronzulli, già europarlamentare, assistente dell’ex premier e componente del coordinamento di Forza Italia. C’è Valentino Valentini, che si occupa dei temi esteri. E c’è Sestino Giacomoni, coordinatore dei coordinatori di Forza Italia. A completare la squadra l’avvocato Niccolò Ghedini.
«Seguo il presidente in tutti i suoi impegni - dice Barachini - tra Arcore, dove sto spesso, la sua residenza a Roma e Bruxelles. Siamo andati a fare la campagna elettorale in Sicilia». Svela il primo contatto con Berlusconi: «Mi ha detto subito: sono disponibile ad accettare i consigli, ma sai che mi piace avere l’ultima parola. Posso dire che abbiamo un buon rapporto, confidenziale e professionale». D’altra parte, nel suo compito deve andare anche oltre gli schemi. Berlusconi infatti deve diventare assai più social rispetto a tutte le sue precedenti campagne elettorali. Una sorta di rivoluzione per un leader storico che deve confrontarsi con i nuovi mezzi di contatto popolare.
Assicura che lavorando con e per Berlusconi gli orari non esistono. «Si lavora tanto e non si guarda l’orologio», sorride. Giornali, tv accese, social sempre sott’occhio. Nella villa di Arcore, Barachini trascorre in questo periodo molte ore. «Il presidente ha tra le sue caratteristiche quella di essere una persona molto ospitale e molto simpatica - dice -. I pranzi di Arcore sono prevalentemente di lavoro, ma sono anche molto gradevoli. Ti senti sempre accolto nel migliore dei modi. Anche dalla cucina gestita da un’equipe di cuochi».
La sua carriera giornalistica è fatta di dieci anni al Tg4, «poi - prosegue - sei anni collaborando alla costruzione del sistema all news Tgcom 24 di Mediaset. Un’esperienza professionale assolutamente eccezionale». Caporedattore e conduttore, prima della chiamata nello staff politico, quello che hanno già chiamato il nuovo cerchio magico berlusconiano.
Ma gli esordi sono tutti pisani. Collaboratore della redazione del Tirreno, ma anche a 50 Canale. «Un passato lontano? Assolutamente no. Sono molto affezionato a tutte le mie esperienze. Soprattutto a quelle iniziali, perché hanno cominciato ad insegnarmi il linguaggio del giornalismo, la semplicità e la chiarezza, bagaglio valido per qualunque ruolo successivo. Un direttore mi disse: grandi notizie, piccoli giornalisti; piccole notizie, grandi giornalisti. Concordo pienamente». La famiglia di Alberto Barachini è pisana, la moglie anche, e due dei suoi tre figli sono nati sotto la Torre. «Torno ogni volta che posso, perché sento e sentirò sempre Pisa casa mia».
Una città che a primavera andrà al voto per le elezioni comunali. Ma gli occhi di Berlusconi e del suo staff quanto sono puntati anche su Pisa? «Girando l’Italia - risponde Barachini - si percepisce anche in regioni tradizionalmente orientate a sinistra un cambiamento di clima piuttosto evidente. Anche in realtà monocolori non ci sono più le certezze di un tempo. La politica negli ultimi anni è totalmente cambiata rispetto agli schemi del passato».
Ma finita questa parentesi, non è che Alberto Barachini voglia imitare Giovanni Toti, da direttore di Studio Aperto e Tg4 (al posto di Fede) a politico di professione, eletto governatore della Liguria? Ride: «Credo che il mio mondo sia quello del giornalismo e della comunicazione. Non penso al futuro, ma al presente. Che, capirete, è già molto impegnativo».
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