Gioco
Precari della sanità, esclusi i medici dalle stabilizzazioni
di Mario Neri
L’Aoup: via alla legge Madia solo per infermieri e tecnici 150 camici bianchi tagliati fuori. E ora scatta lo sciopero
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PISA. Esclusi. Anche se la legge parla di «tutto il personale sanitario». Medici, ma anche biologi, farmacisti, chimici e fisici da anni precari in corsia non rientreranno nei piani di assunzione di Cisanello e Santa Chiara così come prevede la legge Madia per tutti coloro che negli ultimi otto anni hanno maturato almeno 36 mesi di contratti a tempo determinato o flessibili. Il policlinico pisano, almeno per ora, non li includerà nelle liste degli “stabilizzabili”, anche se la circolare varata il 23 novembre scorso dalla ministra della Pubblica amministrazione impone a tutte le aziende ospedaliere e sanitarie d’Italia di pubblicarle entro fine anno. «Medici e altre figure dirigenziali – dicono dall’Azienda ospedaliero-universitaria – non sono stati presi in considerazione. Abbiamo fatto una prima ricognizione dei candidati con i requisiti fissati dalla circolare e per ora calcoliamo solo il comparto, cioè 25 infermieri, 34 operatori socio-sanitari, 3 tecnici e una ostetrica». In tutto 63 persone.
Si fermerebbe qui, insomma, il “piano” per dare un taglio al ricorso selvaggio al lavoro atipico che secondo i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) solo a Pisa dovrebbe riguardare circa 200 persone. Motivo? Sui «dirigenti medici» citati dalla legge Madia ci sono dubbi di incostituzionalità. Lo ha confermato tre giorni fa l’assessore Stefania Saccardi: «C’è chi teme che la circolare – ha detto – possa essere bersagliata dai ricorsi. Secondo la Costituzione, infatti, si accede all’impiego pubblico per concorso, e non tutti i precari ricompresi dal documento potrebbero aver maturato i requisiti per la stabilizzazione attraverso una vera selezione». «Quasi tutti i medici che hanno conquistato il tempo determinato lo hanno fatto passando da una selezione che prevedeva soltanto una valutazione per titoli – dice Gerardo Anastasio, cardiochirurgo e segretario del sindacato dei medici Anaao di Pisa –. L’Aoup in questo caso ha agito bene, si scongiura il rischio ricorsi». Tradotto: il pericolo è che si inneschi una guerra fra precari, fra chi cerca di veder riconosciuta una posizione che ricopre nei fatti da anni, e chi quella posizione se l’è conquistata con un concorso e adesso attende in una graduatoria pur non essendo un “precario storico”. Non solo. L’Aoup esclude dalla “mappatura” dei flessibili che potrebbero essere stabilizzati anche chi ha maturato i 36 mesi con contratti libero-professionali. «La circolare – dicono da Cisanello – cita solo i co.co.co, noi ci atteniamo al testo». In realtà, ribattono i sindacati, i co.co.co vengono citati solo come un esempio e gli unici davvero tagliati fuori sarebbero gli interinali. In tutto circa 150 esclusi. «Che ci sia stato un ricorso selvaggio ai libero-professionali, spesso per coprire attività ordinarie in ospedale, è fuori dubbio – dice Anastasio –. Per questo il 12 dicembre scioperiamo. E lo facciamo anche per garantire un ricambio. Di qui ai prossimi 5 o 6 anni, l’80% dei 100mila medici in servizio in Italia andrà in pensione, ma senza un ritorno ai concorsi per azienda disperderemo tutte le esperienze professionali maturate in questi anni dai giovani specializzandi che dopo gli anni di studio lasciamo andare». Di certo lo sciopero un effetto lo avrà: fra Cisanello e Santa Chiara è già stato precettato il 40% del personale per assicurare almeno le urgenze. È quasi certo che interventi chirurgici programmati e liste di attesa salteranno di un giorno.
Mario Neri
Si fermerebbe qui, insomma, il “piano” per dare un taglio al ricorso selvaggio al lavoro atipico che secondo i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) solo a Pisa dovrebbe riguardare circa 200 persone. Motivo? Sui «dirigenti medici» citati dalla legge Madia ci sono dubbi di incostituzionalità. Lo ha confermato tre giorni fa l’assessore Stefania Saccardi: «C’è chi teme che la circolare – ha detto – possa essere bersagliata dai ricorsi. Secondo la Costituzione, infatti, si accede all’impiego pubblico per concorso, e non tutti i precari ricompresi dal documento potrebbero aver maturato i requisiti per la stabilizzazione attraverso una vera selezione». «Quasi tutti i medici che hanno conquistato il tempo determinato lo hanno fatto passando da una selezione che prevedeva soltanto una valutazione per titoli – dice Gerardo Anastasio, cardiochirurgo e segretario del sindacato dei medici Anaao di Pisa –. L’Aoup in questo caso ha agito bene, si scongiura il rischio ricorsi». Tradotto: il pericolo è che si inneschi una guerra fra precari, fra chi cerca di veder riconosciuta una posizione che ricopre nei fatti da anni, e chi quella posizione se l’è conquistata con un concorso e adesso attende in una graduatoria pur non essendo un “precario storico”. Non solo. L’Aoup esclude dalla “mappatura” dei flessibili che potrebbero essere stabilizzati anche chi ha maturato i 36 mesi con contratti libero-professionali. «La circolare – dicono da Cisanello – cita solo i co.co.co, noi ci atteniamo al testo». In realtà, ribattono i sindacati, i co.co.co vengono citati solo come un esempio e gli unici davvero tagliati fuori sarebbero gli interinali. In tutto circa 150 esclusi. «Che ci sia stato un ricorso selvaggio ai libero-professionali, spesso per coprire attività ordinarie in ospedale, è fuori dubbio – dice Anastasio –. Per questo il 12 dicembre scioperiamo. E lo facciamo anche per garantire un ricambio. Di qui ai prossimi 5 o 6 anni, l’80% dei 100mila medici in servizio in Italia andrà in pensione, ma senza un ritorno ai concorsi per azienda disperderemo tutte le esperienze professionali maturate in questi anni dai giovani specializzandi che dopo gli anni di studio lasciamo andare». Di certo lo sciopero un effetto lo avrà: fra Cisanello e Santa Chiara è già stato precettato il 40% del personale per assicurare almeno le urgenze. È quasi certo che interventi chirurgici programmati e liste di attesa salteranno di un giorno.
Mario Neri
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