La manifestazione
Perseguitato dal vicino, maxi risarcimento
E’ successo a Lucca, offeso per le sue origini pisane
PISA. Quattro denunce nel giro di due mesi - dall’agosto all’ottobre del 2015 - non sarebbero bastate a placare le ire del rissoso vicino di casa che avrebbe proseguito sino al 2017 tanto che la procura aveva ottenuto il rinvio a giudizio con l’accusa di stalking. Il motivo? Una serie di comportamenti ritenuti persecutori ripetuti e intrusivi, conditi di minacce, molestie, pedinamenti, dispetti, nei confronti di una coppia di vicini divenuta vittima delle sue manie. Piero Antonio Lazzarini, pensionato ultrasessantenne, residente a Carignano è stato condannato con rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare di Lucca Giuseppe Pezzuti. Due anni di reclusione senza i benefici di legge, come richiesto dal pubblico ministero Antonio Mariotti. Ma soprattutto un risarcimento economico di non poco conto in considerazione del reato: diecimila euro ciascuno per i coniugi cinquantenni costretti dall’invadente vicino a cambiare le loro abitudini di vita. Il legale dell’imputato - avvocato Cristian Bigotti - una volta lette le motivazioni ricorrerà in Appello sia per un vizio di forma, sia per una riconfigurazione del reato che, a suo giudizio, comprende soltanto le molestie.
I fatti. Ma contro Lazzarini si è riversata una valanga di testimoni che hanno confermato la tesi della coppia di cinquantenni: l’imputato li aveva perseguitati per lunghi anni. In che modo? Per esempio aveva l’abitudine di gettare del Lysoform sul muro dell’abitazione dei coniugi confinante la sua, causa di uno sgradevole odore. Oppure, soprattutto d’estate, parcheggiava la sua auto lasciando il motore acceso a lungo con la marmitta in direzione della finestra spalancata della coppia in modo tale che il fumo sprigionatosi dal tubo di scappamento finisse per affumicare le stanze dei vicini. Aveva costretto la cinquantenne ad alzarsi per andare a lavoro ad orari diversi per evitare di incontrarlo ed essere ricoperta di insulti mentre al coniuge non mancava di rimproverare la sua nascita nel comune di Pisa e ogni volta lo apostrofava con la frase «pisano di m...a». Insomma il pensionato aveva superato abbondantemente la soglia di sopportazione della coppia di Carignano.
Associazione La Luna. Al processo si era costituita anche l’associazione La Luna che tutela le violenze di genere. Ma in questo caso l’oggetto degli strali dell’anziano non era vittima in quanto donna, ma come vicina di casa e con lei era denigrato pure il marito. Così il giudice non ha stabilito alcuna provvisionale risarcitoria.
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