Lutto
l’intervento
«Sì allo sviluppo del terminal ma soltanto se sostenibile»
PISA. «Da più parti si chiede di potenziare l’aeroporto pisano, ma è necessario che la politica inizi a pensare, congiuntamente a Toscana Aeroporti, alla sostenibilità dello scalo di Pisa». Lo dice...
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PISA. «Da più parti si chiede di potenziare l’aeroporto pisano, ma è necessario che la politica inizi a pensare, congiuntamente a Toscana Aeroporti, alla sostenibilità dello scalo di Pisa». Lo dice Elisa Giuliani, docente di management al Dipartimento di economia dell’ateneo pisano e direttrice del Remarc, il centro di ricerca su management responsabile e sviluppo sostenibile. La posizione di Giuliani può essere sintetizzata nel fatto che lo sviluppo economico e finanziario non porta sempre con sé e di default benefici sulla popolazione. Giuliani argomenta così la sua presa di posizione: «Quando parlo di sostenibilità non mi riferisco solo a quella economico-finanziaria, ma anche a quella sociale ed ambientale. Di recente, sono state numerose le espressioni di malcontento della popolazione residente in prossimità degli aeroporti toscani o delle principali rotte del traffico aereo. Solo qualche settimana fa sono stati presentati due esposti, uno nei confronti del sindaco di Pisa e uno del sindaco di San Giuliano Terme, da parte di un gruppo di circa cinquecento cittadini residenti nelle zone soggette ad alto impatto acustico e chimico. La letteratura scientifica ha documentato ampiamente gli impatti negativi del traffico aereo sulla salute umana, così come sui processi di apprendimento dei bambini. Dunque un potenziamento del Galilei non può farsi senza una dovuta pianificazione del territorio che prenda in considerazione le legittime istanze dei cittadini che chiedono la tutela della propria salute».
Secondo Giuliani, dunque, «l’idea di sviluppo secondo cui prima devono essere raggiunti obiettivi economici di crescita, dando per scontato che questi poi generino benefici sulle istituzioni e sul benessere sociale, è tramontata, antica». La docente sposa e studia il principio secondo cui «oggi sviluppo significa raggiungere sì obiettivi economici (in termini di profitti, innovazione, opportunità di lavoro, eccetera), ma minimizzando al contempo gli impatti avversi delle attività economiche sulla società e l’ambiente del territorio dove esse operano». Giuliani ricorda a tutti il recente report di Arpat sull’impatto acustico. «Potenziare il Galilei - prosegue la docente - richiede che vengano studiate da Toscana Aeroporti ed Enac soluzioni che consentano di spostare il traffico aereo in decollo sul lato mare anziché sulla città. Ciò anche in considerazione del fatto che l’allungamento della pista non ha dato i risultati sperati in termini di minore impatto acustico, come dimostrato dal rapporto Arpat di fine di ottobre». Giuliani fa un appello alle autorità locali sostenendo che «le politiche di sviluppo economico non possono ignorare le problematiche di natura sociale ed ambientale. Ignorarle significa condannare il territorio ad una crescente conflittualità».
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Secondo Giuliani, dunque, «l’idea di sviluppo secondo cui prima devono essere raggiunti obiettivi economici di crescita, dando per scontato che questi poi generino benefici sulle istituzioni e sul benessere sociale, è tramontata, antica». La docente sposa e studia il principio secondo cui «oggi sviluppo significa raggiungere sì obiettivi economici (in termini di profitti, innovazione, opportunità di lavoro, eccetera), ma minimizzando al contempo gli impatti avversi delle attività economiche sulla società e l’ambiente del territorio dove esse operano». Giuliani ricorda a tutti il recente report di Arpat sull’impatto acustico. «Potenziare il Galilei - prosegue la docente - richiede che vengano studiate da Toscana Aeroporti ed Enac soluzioni che consentano di spostare il traffico aereo in decollo sul lato mare anziché sulla città. Ciò anche in considerazione del fatto che l’allungamento della pista non ha dato i risultati sperati in termini di minore impatto acustico, come dimostrato dal rapporto Arpat di fine di ottobre». Giuliani fa un appello alle autorità locali sostenendo che «le politiche di sviluppo economico non possono ignorare le problematiche di natura sociale ed ambientale. Ignorarle significa condannare il territorio ad una crescente conflittualità».
Carlo Venturini
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