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Pisa

In piazza contro il piano di Camp Darby

In piazza contro il piano di Camp Darby

Sabato la manifestazione contro il potenziamento della base. Il via ai lavori previsto per metà dicembre

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PISA. Lo start ai lavori è previsto per la metà di dicembre. L’arrivo di mezzi e operai della Cimolai spa, la società di Pordenone che si è aggiudicata il maxi appalto per la realizzazione di un nuovo tronco ferroviario nei pressi di Tombolo per trasportare armi e munizioni nella base statunitense di Camp Darby, sarà anticipato da una manifestazione di pacifisti, antimilitaristi e ambientalisti. Che si raduneranno davanti all’installazione militare per manifestare il proprio no al potenziamento dell’enclave a stelle e strisce. Associazioni, comitati, forze politiche e collettivi si sono dati appuntamento per sabato prossimo, alle 10.30 in via Vecchia Livornese, per un presidio contro l'ampliamento delle infrastrutture di Camp Darby promosso dalla Carovana delle donne per il disarmo nucleare. Dopo la manifestazione dello scorso 2 giugno, torna quindi in piazza il variegato mondo che chiede di fermare il progetto che prevede la realizzazione del nuovo tratto ferroviario da circa 2,5 chilometri che dalla piccola stazione di Tombolo arriva, attraverso un ponte mobile da costruire sul Canale dei Navicelli, nelle vicinanze della Ammunition Storage Area, la zona di Camp Darby che ospita i depositi di munizioni. L’obiettivo del piano presentato dal ministero della Difesa su richiesta del Pentagono e approvato lo scorso anno dal Comipar (commissione mista governo americano e italiano) è di trasferire dalla strada alla rotaia i carichi che alimentano i depositi di armi e munizioni della base. Un’opera ritenuta strategica per «la salute dell’uomo e la pubblica sicurezza» su cui gli Stati Uniti hanno investito circa 45 milioni di dollari, con la previsione di adeguare anche il cosiddetto Tombolo Dock, la banchina del Canale dei Navicelli utilizzata per la ricezione e la spedizione di munizioni via mare. «Un progetto che desta preoccupazione», sottolineano i tanti residenti di Porta a Mare che la scorsa settimana hanno partecipato ad un’assemblea promossa dal circolo Prc di La Vettola e San Piero a Grado. «Preoccupazione per la devastazione di una zona tutelata dal Parco di San Rossore (è previsto anche l’abbattimento di 937 alberi, ndr) e l’aumento del transito di convogli ferroviari che trasportano armi e materiali esplosivi - specificano - In caso di incidenti, non è inoltre previsto alcun piano di emergenza». Con un volantinaggio nel quartiere, nei prossimi giorni il circolo informerà del progetto i residenti, oltre a partecipare alla manifestazione alla quale hanno già aderito numerosi movimenti, tra i quali Progetto Rebeldìa, la piattaforma Eurostop Pisa, il comitato “No Camp Darby”, il sindacato generale di base e Diritti in comune, la coalizione composta da Una città in comune, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e Possibile. (d.r.)

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di Redazione Pisa