Sicurezza
Due prostitute si ribellano, la “sfruttatrice” le denuncia
Una era già stata rinviata a giudizio per tentata estorsione. Per l’altra, accusata di appropriazione indebita, la stessa sorte è toccata ieri mattina. Il gup Pietro Murano ha disposto il processo...
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Una era già stata rinviata a giudizio per tentata estorsione. Per l’altra, accusata di appropriazione indebita, la stessa sorte è toccata ieri mattina. Il gup Pietro Murano ha disposto il processo per una giovane immigrata accogliendo la richiesta del pm Miriam Pamela Romano. I due procedimenti saranno riuniti in occasione dell’udienza di fine gennaio. Da quello che emerge dagli atti si annuncia, però, un processo in cui chi è finito alla sbarra potrebbe passare nella condizione di vittima. E, di contro, chi ha denunciato le due nigeriane, una connazionale che nel frattempo si è trasferita in Inghilterra, trasformarsi nell’accusata. Le imputate sono assistite dall’avvocato Marco Meoli. In episodi distinti la Procura contesta a una donna di essersi appropriata di alcuni documenti della connazionale poi uscita dall’Italia e all’altra, nella tentata estorsione, di aver cercato di recuperare soldi che sosteneva di aver pagato. Il contesto è quello della prostituzione nella zona di Pontedera. Le due nigeriane giustificano i loro comportamenti come reazione al rifiuto di continuare a pagare il debito che in origine era di almeno 30mila euro a testa contratto per venire in Italia. Quando manifestarono la volontà di smettere di versare soldi (una aveva già dato 20mila euro) iniziarono i litigi con quella che in gergo viene chiamata la “madame”. Era lei che incassava i soldi e controllava l’attività in strada delle giovani. Di qui gli scontri con la “madame” che prese a pretesto alcuni episodi nelle discussioni sempre più per denunciarle. Salvo poi sparire dalla circolazione. (p.b.)
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