Attenzione
la tradizione
Dalla Certosa a Nicosia quando il presepe è arte
CALCI. Arriva il Natale ed è tempo di presepi in Valgraziosa, che vanta una lunga e luminosa tradizione. Il discorso riguarda in primis la straordinaria rappresentazione meccanica del Museo di storia...
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CALCI. Arriva il Natale ed è tempo di presepi in Valgraziosa, che vanta una lunga e luminosa tradizione. Il discorso riguarda in primis la straordinaria rappresentazione meccanica del Museo di storia naturale della Certosa di Calci.
Un vero e proprio gioiello che, prima di avere ospitalità nel famoso complesso monumentale, ha viaggiato attraverso le principali città italiane e anche all'estero, approdando perfino in America Latina. Stiamo parlando del presepe storico animato Meucci.
Non si tratta di un presepe unico, ma del risultato della fusione di tre presepi diversi, realizzati interamente a mano nel corso di quattordici anni di lavoro, dal 1948 al 1962.
Un risultato straordinario, dovuto soprattutto alla maestria e alla dedizione di due artigiani calcesani, Renzo e Alberto Meucci, i quali avevano in comune lo stesso cognome pur non essendoci tra loro vincoli di parentela.
Il presepe della Certosa, in una cornice di rara suggestione come quella del complesso monumentale, è composto da diverse decine di personaggi, di cui parecchi sono in movimento.
La scenografia è a dir poco eccezionale, capace di spaziare fra i diversi mestieri e in varie attività, in carattere con i costumi dei luoghi dove è nato Gesù.
A impreziosire il tutto, particolari congegni di prospettiva, di luci e di colore, con i movimenti calcolati alla perfezione. È stato tale e tanto il successo riscosso alla sua apparizione, che il presepe oggi al Museo di storia naturale della Certosa ha toccato nell'intenso itinerario la Bolivia, e via via Roma, Milano, Livorno, e un po' tutte le maggiori località.
Così adesso a Calci sono attese migliaia di visitatori. Anche perché in paese si fa ammirare un altro presepe, il "Presepe che cresce", nell'antico Convento di Nicosia. È un'opera molto pregevole, in continua evoluzione.
Nato nel Natale del 1999, il presepe ha avuto e ha tuttora artefici due sorelle, Bruna e Libera Lupetti, figlie di Libero, l'ultracentenario scomparso il mese scorso.
A condividere il complesso lavoro, pochi altri volontari. Ogni anno si aggiungono nuovi personaggi e nuove ambientazioni coerenti al contesto storico palestinese dell'epoca di Gesù.
Idealmente la rappresentazione segue a ritroso la linea temporale per arrivare a riproporre la visione completa della vita in Palestina nell'anno Zero.
Pierluigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un vero e proprio gioiello che, prima di avere ospitalità nel famoso complesso monumentale, ha viaggiato attraverso le principali città italiane e anche all'estero, approdando perfino in America Latina. Stiamo parlando del presepe storico animato Meucci.
Non si tratta di un presepe unico, ma del risultato della fusione di tre presepi diversi, realizzati interamente a mano nel corso di quattordici anni di lavoro, dal 1948 al 1962.
Un risultato straordinario, dovuto soprattutto alla maestria e alla dedizione di due artigiani calcesani, Renzo e Alberto Meucci, i quali avevano in comune lo stesso cognome pur non essendoci tra loro vincoli di parentela.
Il presepe della Certosa, in una cornice di rara suggestione come quella del complesso monumentale, è composto da diverse decine di personaggi, di cui parecchi sono in movimento.
La scenografia è a dir poco eccezionale, capace di spaziare fra i diversi mestieri e in varie attività, in carattere con i costumi dei luoghi dove è nato Gesù.
A impreziosire il tutto, particolari congegni di prospettiva, di luci e di colore, con i movimenti calcolati alla perfezione. È stato tale e tanto il successo riscosso alla sua apparizione, che il presepe oggi al Museo di storia naturale della Certosa ha toccato nell'intenso itinerario la Bolivia, e via via Roma, Milano, Livorno, e un po' tutte le maggiori località.
Così adesso a Calci sono attese migliaia di visitatori. Anche perché in paese si fa ammirare un altro presepe, il "Presepe che cresce", nell'antico Convento di Nicosia. È un'opera molto pregevole, in continua evoluzione.
Nato nel Natale del 1999, il presepe ha avuto e ha tuttora artefici due sorelle, Bruna e Libera Lupetti, figlie di Libero, l'ultracentenario scomparso il mese scorso.
A condividere il complesso lavoro, pochi altri volontari. Ogni anno si aggiungono nuovi personaggi e nuove ambientazioni coerenti al contesto storico palestinese dell'epoca di Gesù.
Idealmente la rappresentazione segue a ritroso la linea temporale per arrivare a riproporre la visione completa della vita in Palestina nell'anno Zero.
Pierluigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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