Il Tirreno

Pisa

il caso

Mancarella “costretto” alla seconda fila

Valentina Landucci
Il rettore Paolo Mancarella
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Il rettore Paolo Mancarella

Incidente diplomatico durante la visita di Mattarella. E il rettore bacchetta Sant’Anna e Normale

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PISA. Con i giornalisti relegati - per motivi di sicurezza - in una stanza attigua alla sala dove va in scena l’elogio pubblico del Sant’Anna per bocca del presidente della Repubblica Mattarella, l’incidente diplomatico ha rischiato di rimanere un episodio marginale. Ma a far capire che non è tutto oro quello che luccica il giorno della visita ufficiale di Mattarella alla Scuola Superiore ci ha pensato il protagonista dell’ineleganza, se proprio non vogliamo chiamarla sgarbo, istituzionale: il rettore dell’Ateno pisano, Paolo Mancarella. A portata di microfono - quello della collega Chiara Cini di 50 Canale - rilascia una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni: «Devo dire che credo solo il ministro Fedeli e il presidente della Repubblica abbiano ricordato che a Pisa c’è anche un’Università statale. E mi piace qui ricordare che il 96% dei laureati con lode che ha citato il rettore Perata sono laureati all’Università di Pisa. Ecco, mi piacerebbe vedere un pochino più di entusiasmo, soprattutto di comprensione del fatto che l’Università di Pisa è l’Università presso la quale studiano gli allievi della Scuola Sant’Anna e della Scuola Normale e presso la quale si laureano. Noi siamo contenti che queste eccellenze ci siano, però diamo a Cesare quel che è di Cesare». L’antefatto di tutto questo va in scena ad inizio mattinata: il posto in prima fila di Mancarella “sparisce” a vantaggio di altri ospiti del Sant’Anna, i colleghi dell’Università privata “federata” con la Scuola Superiore e la Normale, lo Iuss di Pavia. Così il rettore si ritrova in seconda fila dietro il corazziere di scorta al presidente. Uno “scivolone” o il segnale di rapporti, al di là di protocolli firmati e proclamazioni di comuni intenti, non proprio così sereni tra Università, Normale e Sant’Anna? Di certo Mancarella non perde l’occasione per fare qualche precisazione. Come a dire Cristiano Ronaldo non sarebbe Cristiano Ronaldo se in campo scendesse da solo senza compagni di squadra e senza società alle spalle. Compagni e società per i quali, pur nella celebrazione dell’eccellenza del campione, si esige un po’ di rispetto. Ecco, forse Mancarella proprio questo voleva dire alle eccellenze pisane: non dimenticatevi di portare rispetto all’istituzione senza la quale non potreste vantare quel 96% di laureati con lode .

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