Attenzione
Fedeli: lavoriamo per superare il precariato
Non è forse la risposta che cercavano, ma è uno spiraglio. Una luce in fondo al tunnel che finora sembrava senza via d’uscita. «Abbiamo fatto una scelta moltoimportante puntando sulla ricerca e ciò...
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Non è forse la risposta che cercavano, ma è uno spiraglio. Una luce in fondo al tunnel che finora sembrava senza via d’uscita. «Abbiamo fatto una scelta molto
importante puntando sulla ricerca e ciò significa che ora dobbiamo andare avanti e superare il precariato», dice Valeria Fedeli (foto), «ora dobbiamo andare avanti su questa strada», dice la ministra dell’Istruzione rispondendo a chi gli chiede se il governo riuscirà a stabilizzare tutti gli 8800 precari distribuiti negli enti di ricerca, dal Cnr all'Ispra, dall'Istituto Superiore di Sanità all'Istituto nazionale di fisica. Di questi, circa 500 lavorano alla cittadella dei numeri primi della ricerca su viale Moruzzi. Trentenni, quarantenni che da anni vanno avanti a contratti a tempo determinato ma sono «fondamentali» per portare avanti progetti, dicono da mesi i vertici del Cnr. Fedeli è soddisfatta del lavoro del governo: «La strategia del Governo è
chiaramente improntata al rafforzamento dell'autonomia e del merito. Lo stiamo facendo con i provvedimenti della nuova legge di bilancio. E con un aumento del Fondo di finanziamento ordinario del 6,4% che ci permette di assumere circa 1600 precari dell'Università. Un'autentica svolta», dice, ricordando che gli enti di ricerca «da un anno hanno autonomia finanziaria». Insomma, la ministra proverà a dare ossigeno all’emendamento in discussione in Parlamento che prevede la stabilizzazione di tutti in 3 anni, ma saranno anche i vari istituti a dover reperire risorse. Un messaggio di vicinanza ai precari anche da Enrico Rossi, l’unico a fermarsi di fronte ai manifestanti: «Tornare ad investire in ricerca - dice il presidente toscano - è decisivo per il nostro futuro».
importante puntando sulla ricerca e ciò significa che ora dobbiamo andare avanti e superare il precariato», dice Valeria Fedeli (foto), «ora dobbiamo andare avanti su questa strada», dice la ministra dell’Istruzione rispondendo a chi gli chiede se il governo riuscirà a stabilizzare tutti gli 8800 precari distribuiti negli enti di ricerca, dal Cnr all'Ispra, dall'Istituto Superiore di Sanità all'Istituto nazionale di fisica. Di questi, circa 500 lavorano alla cittadella dei numeri primi della ricerca su viale Moruzzi. Trentenni, quarantenni che da anni vanno avanti a contratti a tempo determinato ma sono «fondamentali» per portare avanti progetti, dicono da mesi i vertici del Cnr. Fedeli è soddisfatta del lavoro del governo: «La strategia del Governo è
chiaramente improntata al rafforzamento dell'autonomia e del merito. Lo stiamo facendo con i provvedimenti della nuova legge di bilancio. E con un aumento del Fondo di finanziamento ordinario del 6,4% che ci permette di assumere circa 1600 precari dell'Università. Un'autentica svolta», dice, ricordando che gli enti di ricerca «da un anno hanno autonomia finanziaria». Insomma, la ministra proverà a dare ossigeno all’emendamento in discussione in Parlamento che prevede la stabilizzazione di tutti in 3 anni, ma saranno anche i vari istituti a dover reperire risorse. Un messaggio di vicinanza ai precari anche da Enrico Rossi, l’unico a fermarsi di fronte ai manifestanti: «Tornare ad investire in ricerca - dice il presidente toscano - è decisivo per il nostro futuro».
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