La manifestazione
Comune truffato, processo rapido per Romei
Rito abbreviato per il dipendente. Scelgono il dibattimento le titolari delle due associazioni coinvolte
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PISA. Lui, il dipendente accusato di aver alleggerito le casse del Comune di Cascina per almeno mezzo milione di euro, ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e ancora l’udienza non è stata fissata.
Loro, le due responsabili delle associazioni coinvolte nell’inchiesta, respingono le contestazioni della Procura che ha chiesto il rito immediato e vogliono andare al dibattimento.
Il convitato di pietra è Alberto Romei, 52 anni, dipendente sospeso del Comune di Cascina, originario di Castelnuovo Garfagnana e residente a Pisa dopo un periodo di arresti domiciliari a Massa Cozzile a casa di un parente. Peculato e truffa le accuse che saranno giudicate in abbreviato (Romei è difeso dall’avvocato Andrea Callaioli) sulla base di un’ammissione piena dei fatti («mi sono indebitato con il gioco d’azzardo») su cui ha indagato la Guardia di finanza e il nucleo di polizia tributaria.
Prima udienza ieri davanti al terzo collegio (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) con pm Giovanni Porpora per il processo in cui Rossana Carla Morescalchi, 57 anni, originaria di Viareggio e residente a Cascina, legale rappresentante dell’associazione cascinese “Telefono Tata”, deve difendersi dall’accusa di truffa e peculato in concorso con Romei.
Chiara Novi, 40 anni, residente a Pisa, responsabile dell’associazione “Trilly” di Cascina risponde solo di peculato, sempre in concorso con l’istruttore direttivo a carico del quale è stato aperto un procedimento disciplinare il cui epilogo dovrebbe essere il licenziamento. È anche sotto inchiesta da parte della Procura della Corte dei conti insieme con la dirigente Gabriella Carrozzo la cui firma compare nelle determine ritenute false e alla base del raggiro ai danni dell’amministrazione cascinese.
Ieri mattina il Comune si è costituito parte civile con l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio. La stessa decisione verrà presa dalla cooperativa “Crescere insieme” di Pontedera. Le imputate sono difese dagli avvocati Rolando Rossi e Bruno Pucci.
Romei sarà giudicato a parte, ma potrebbe essere sentito in aula con la formula della testimonianza assistita. In concorso con Morescalchi gli viene contestato di aver chiesto alla legale rappresentate dell’associazione culturale “Crescere insieme”, di Pontedera, somme e contributi destinati ad attività sociali (progetti per disabili e altro). Il denaro pagato a più riprese (circa 20mila euro nel periodo da 2012 all’inizio 2016) andava con bonifico sul conto corrente dell’associazione “Telefono Tata”. Perché proprio qui? Questa associazione è stata indicata dallo stesso Romei come società incaricata dal Comune di raccogliere questi soldi, sapendo fin dall’inizio che non sarebbero stati impiegati nel sociale. Denaro che poi veniva consegnato a Romei in contanti.
Per le convenzioni con gli asili nido, l’impiegato è accusato di aver liquidato somme in eccesso alle due associazioni per poi riavere il surplus attraverso le restituzioni di quanto pagato dal Comune in più.
Per la Procura bastava dire che le somme venivano richieste per riallineare importi conseguiti a titolo di rimborso dei buoni pasto a favore dei altri asili nido. Prossima udienza il 24 gennaio con i testi del pm e poi il 26 con l’eventuale testimonianza di Romei. Altra udienza il 28 marzo con i testi delle difese e l’inizio della discussione.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Loro, le due responsabili delle associazioni coinvolte nell’inchiesta, respingono le contestazioni della Procura che ha chiesto il rito immediato e vogliono andare al dibattimento.
Il convitato di pietra è Alberto Romei, 52 anni, dipendente sospeso del Comune di Cascina, originario di Castelnuovo Garfagnana e residente a Pisa dopo un periodo di arresti domiciliari a Massa Cozzile a casa di un parente. Peculato e truffa le accuse che saranno giudicate in abbreviato (Romei è difeso dall’avvocato Andrea Callaioli) sulla base di un’ammissione piena dei fatti («mi sono indebitato con il gioco d’azzardo») su cui ha indagato la Guardia di finanza e il nucleo di polizia tributaria.
Prima udienza ieri davanti al terzo collegio (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) con pm Giovanni Porpora per il processo in cui Rossana Carla Morescalchi, 57 anni, originaria di Viareggio e residente a Cascina, legale rappresentante dell’associazione cascinese “Telefono Tata”, deve difendersi dall’accusa di truffa e peculato in concorso con Romei.
Chiara Novi, 40 anni, residente a Pisa, responsabile dell’associazione “Trilly” di Cascina risponde solo di peculato, sempre in concorso con l’istruttore direttivo a carico del quale è stato aperto un procedimento disciplinare il cui epilogo dovrebbe essere il licenziamento. È anche sotto inchiesta da parte della Procura della Corte dei conti insieme con la dirigente Gabriella Carrozzo la cui firma compare nelle determine ritenute false e alla base del raggiro ai danni dell’amministrazione cascinese.
Ieri mattina il Comune si è costituito parte civile con l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio. La stessa decisione verrà presa dalla cooperativa “Crescere insieme” di Pontedera. Le imputate sono difese dagli avvocati Rolando Rossi e Bruno Pucci.
Romei sarà giudicato a parte, ma potrebbe essere sentito in aula con la formula della testimonianza assistita. In concorso con Morescalchi gli viene contestato di aver chiesto alla legale rappresentate dell’associazione culturale “Crescere insieme”, di Pontedera, somme e contributi destinati ad attività sociali (progetti per disabili e altro). Il denaro pagato a più riprese (circa 20mila euro nel periodo da 2012 all’inizio 2016) andava con bonifico sul conto corrente dell’associazione “Telefono Tata”. Perché proprio qui? Questa associazione è stata indicata dallo stesso Romei come società incaricata dal Comune di raccogliere questi soldi, sapendo fin dall’inizio che non sarebbero stati impiegati nel sociale. Denaro che poi veniva consegnato a Romei in contanti.
Per le convenzioni con gli asili nido, l’impiegato è accusato di aver liquidato somme in eccesso alle due associazioni per poi riavere il surplus attraverso le restituzioni di quanto pagato dal Comune in più.
Per la Procura bastava dire che le somme venivano richieste per riallineare importi conseguiti a titolo di rimborso dei buoni pasto a favore dei altri asili nido. Prossima udienza il 24 gennaio con i testi del pm e poi il 26 con l’eventuale testimonianza di Romei. Altra udienza il 28 marzo con i testi delle difese e l’inizio della discussione.(p.b.)
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