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Confcommercio all'attacco sul Pisamover: "Costoso e inutile, è la nostra Salerno-Reggio Calabria"

Confcommercio all'attacco sul Pisamover: "Costoso e inutile, è la nostra Salerno-Reggio Calabria"

Durissima presa di posizione della leader Federica Grassini, che mette in guardia i cittadini da ulteriori aumenti di tasse

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PISA. Il Pisa Mover? Un errore colossale, che potrebbe anche comportare in futuro pesanti ripercussioni sulle tasche dei contribuenti pisani. Una maxi cassaforte colma di milioni pubblici gettata alle ortiche. L’imprenditrice Federica Grassini non si contiene e si sfoga contro la mega opera del governo cittadino targato Filippeschi a pochi giorni dalla sua rielezione-riconferma alla presidenza della Confcommercio di Pisa.

«Il nodo delle infrastrutture è fondamentale per lo sviluppo economico – afferma Grassini – ma errori come il Pisa Mover debbono rappresentare un monito e un esempio da non seguire per il futuro». La leader dei commercianti è molto dura, ma nel contempo intende anche lanciare un messaggio alle istituzioni cittadine: «Cambiare per cambiare – sostiene Grassini – non serve a niente e soprattutto non aiuta la città a crescere davvero. Il Pisa Mover è un esempio eclatante di come un fiume di denaro pubblico vada a finanziare una infrastruttura inutilmente costosa, senza reali ed effettivi benefici per la città». Secondo Confcommercio, le infrastrutture della navetta del Pisa Mover sono costate complessivamente 43mila euro al metro, quasi il doppio della Salerno Reggio Calabria.

«Se si aggiungono anche i costi sociali – mette in evidenza la presidente uscente – la cifra supera i 53 milioni di euro al chilometro. Una enormità, aggravata dal fatto che la ferrovia già entrava direttamente nello scalo pisano, con costi nettamente inferiori, nell'ordine del 250%, e la possibilità di realizzare ulteriori collegamenti con il litorale pisano, Livorno, Lucca e la Versilia». Il timore è quello di forti ricadute negative sull'economia cittadina: «Gli obiettivi di sostenibilità dell'opera sono molto ambiziosi e si basano su proiezioni di sviluppo e incremento dei passeggeri dell'aeroporto Galilei tutte da dimostrare, mentre al contempo lo stesso parcheggio scambiatore resta semideserto. Sarebbe davvero gravissimo, e guai se accadesse, se a pagare questi mancati incassi fossero proprio gli imprenditori e i cittadini pisani, tartassati da ulteriori incrementi di tasse a causa di una clausola capestro nel contratto con il gestore. Ipotesi che deve essere scongiurata risolutamente. Ma già oggi è impossibile negare l'impatto negativo, se consideriamo la nuova e conseguente ondata di strisce blu, l'incremento indiscriminato e cospicuo delle tariffe di sosta e la soppressione delle corse degli autobus ad alta velocità».

Secondo la presidente Grassini le contraddizioni non mancano e il rischio di un “declino pisano”, almeno dal punto di vista delle infrastrutture, è molto reale: «La perdita del controllo del Galilei e la fusione dello scalo con Firenze è stata “venduta” sul presupposto di fronteggiare la concorrenza dello scalo bolognese. Poi scopriamo invece che Firenze e Bologna hanno siglato un accordo per potenziare collegamenti e servizi tra l'aeroporto Marconi e Peretola (al quale ci chiediamo da quanto tempo ci stessero lavorando) con Pisa rimasta isolata e con un cerino in mano, fuori dai circuiti dell'alta velocità e con la grana del Pisa Mover da dover far funzionare a tutti i costi». Idee e progetti sui quali investire e impegnare energie, soldi e risorse non mancherebbero. «Pensiamo Pisa – aggiunge Federica Grassini – al centro di un'area vasta metropolitana che per essere effettiva ed efficace richiede collegamenti veloci in primis con Firenze, Pontedera, Livorno, Lucca, la Versilia, proprio per dare forza concreta e opportunità alla tanto sbandierata Toscana costiera. Pensiamo anche alla navigabilità dell'Arno e al riconoscimento del più grande porto naturale sulla Golena sinistra, così come non possiamo dimenticare il litorale pisano, ad oggi drammaticamente scollegato e isolato dal resto della città».

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