La manifestazione
Corruzione, chiesto processo per il sindaco
La mossa della Procura dopo un primo no all’archiviazione Il caso di Toscana Aeroporti e la nomina di Nobile nel Cda
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PISA. Corruzione e falso in atto pubblico. Sono i reati contestati nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla Procura nei confronti del sindaco Marco Filippeschi e l’ex segretario generale Angela Nobile. La vicenda riguarda l’operazione che guidò la fusione per incorporazione di Adf in Sat per dare vita a Toscana Aeroporti.
Si tratta del passaggio tecnico derivato dall’imputazione coatta imposta dal gup Giulio Cesare Cipolletta oltre un anno fa come effetto del no al decreto di archiviazione presentato dal sostituto procuratore Giovanni Porpora. Lo stesso magistrato che ora, sulla base della decisione del gup, ha riformulato, con la richiesta del processo, il provvedimento che è passato a un altro giudice dell’udienza preliminare. Sarà il dottor Giuseppe Laghezza a valutare se ci sono gli estremi per un rinvio a giudizio di un caso che, all’epoca, colse di sorpresa Filippeschi e Nobile (tecnicamente ora sono imputati). Il sindaco convocò una conferenza stampa per esprimere il proprio stupore.
Tutto ha origine dalla denuncia dell’allora collegio dei revisori dei conti datata giugno 2015.
La storia riguarda scelte, documenti e delibere che hanno preceduto e accompagnato la fusione tra Sat e Aeroporto di Firenze per creare Toscana Aeroporti. Per i revisori dei conti la mancata cessione delle azioni Sat in adesione all'Opa di Corporacion America Italia Spa della famiglia Eurnekian avrebbe avuto come conseguenza un mancato guadagno da parte dell'amministrazione. Nell'esposto finì anche un parere di Angela Nobile, per un presunto "giallo" di date e protocolli. Aderendo all'Opa, era la tesi degli accusatori, il Comune di Pisa «avrebbe incassato 11 milioni di euro».
Argomentazioni respinte già all'epoca dal Comune. L'ipotesi di reato di corruzione vede come scenario il parere della Nobile di non vendere le azioni (ma già il consiglio comunale lo aveva deciso all'unanimità, ndr) «facendo perdere al Comune 5 milioni di euro e ciò al fine di procurare alla stessa Nobile un vantaggio patrimoniale consistito nel permanere all'interno del consiglio di amministrazione di Sat». Per Filippeschi, come spiegò all’epoca dell’imputazione coatta, «è inimmaginabile l'idea che tutte le scelte compiute dal Comune riguardo a Sat, scelte legittime e ampiamente ponderate di cui mi sono fatto portavoce, potessero essere state ispirate dalla finalità di conservare alla dottoressa Nobile un posto in Cda nella nuova società, carica che, come tutti ben sanno, le procurava un compenso a dir poco modestissimo». Si parla di diecimila euro in 3 anni. Con questo scenario se ci sono o meno le condizioni per un processo lo stabilirà il giudice Laghezza.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si tratta del passaggio tecnico derivato dall’imputazione coatta imposta dal gup Giulio Cesare Cipolletta oltre un anno fa come effetto del no al decreto di archiviazione presentato dal sostituto procuratore Giovanni Porpora. Lo stesso magistrato che ora, sulla base della decisione del gup, ha riformulato, con la richiesta del processo, il provvedimento che è passato a un altro giudice dell’udienza preliminare. Sarà il dottor Giuseppe Laghezza a valutare se ci sono gli estremi per un rinvio a giudizio di un caso che, all’epoca, colse di sorpresa Filippeschi e Nobile (tecnicamente ora sono imputati). Il sindaco convocò una conferenza stampa per esprimere il proprio stupore.
Tutto ha origine dalla denuncia dell’allora collegio dei revisori dei conti datata giugno 2015.
La storia riguarda scelte, documenti e delibere che hanno preceduto e accompagnato la fusione tra Sat e Aeroporto di Firenze per creare Toscana Aeroporti. Per i revisori dei conti la mancata cessione delle azioni Sat in adesione all'Opa di Corporacion America Italia Spa della famiglia Eurnekian avrebbe avuto come conseguenza un mancato guadagno da parte dell'amministrazione. Nell'esposto finì anche un parere di Angela Nobile, per un presunto "giallo" di date e protocolli. Aderendo all'Opa, era la tesi degli accusatori, il Comune di Pisa «avrebbe incassato 11 milioni di euro».
Argomentazioni respinte già all'epoca dal Comune. L'ipotesi di reato di corruzione vede come scenario il parere della Nobile di non vendere le azioni (ma già il consiglio comunale lo aveva deciso all'unanimità, ndr) «facendo perdere al Comune 5 milioni di euro e ciò al fine di procurare alla stessa Nobile un vantaggio patrimoniale consistito nel permanere all'interno del consiglio di amministrazione di Sat». Per Filippeschi, come spiegò all’epoca dell’imputazione coatta, «è inimmaginabile l'idea che tutte le scelte compiute dal Comune riguardo a Sat, scelte legittime e ampiamente ponderate di cui mi sono fatto portavoce, potessero essere state ispirate dalla finalità di conservare alla dottoressa Nobile un posto in Cda nella nuova società, carica che, come tutti ben sanno, le procurava un compenso a dir poco modestissimo». Si parla di diecimila euro in 3 anni. Con questo scenario se ci sono o meno le condizioni per un processo lo stabilirà il giudice Laghezza.
Pietro Barghigiani
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