La manifestazione
braccio di ferro con la regione
Bonifica, rischio reale di commissariamento
PISA. Il braccio di ferro tra la Regione Toscana e il Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno è destinato probabilmente ad allungarsi. In quella che poteva essere la seduta “risolutiva” per evitare il...
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il braccio di ferro tra la Regione Toscana e il Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno è destinato probabilmente ad allungarsi. In quella che poteva essere la seduta “risolutiva” per evitare il commissariamento dell’ente, il risultato sperato è sfumato di fronte alla mancanza del quorum per l’approvazione del cosiddetto Pov.
Nell’assemblea fiume che si è tenuta venerdì scorso sono stati approvati tutti gli atti all’ordine del giorno (bilancio compreso). L’unico saltato è stato il Piano di organizzazione variabile (non approvato a causa della mancanza del quorum necessario), il documento che prevede promozioni di personale in organico e assunzioni ex novo e che dopo un anno e mezzo dall’insediamento del consiglio non è stato ancora approvato.
Diventato oggetto delle contestazioni mosse dalla Regione, che nelle scorse settimane ha inviato anche una diffida ufficiale al presidente del Consorzio Marco Monaco, prospettando di fatto il commissariamento dell’ente, provvedimento che scatterebbe se la Regione non riterrà idonee le osservazioni e i chiarimenti richiesti. Il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore all’ambiente Federica Fratoni nelle scorse settimane hanno, infatti, chiesto spiegazioni (anche sulla mancata approvazione del Piano di organizzazione variabile, “concedendo” trenta giorni (da inizio novembre) per le risposte. Delucidazioni che potrebbero arrivare sui banchi della Regione tra qualche settimana, quando il Consorzio avrà completato di preparare il “pacchetto” di risposte chiesto dalla Regione. Atti e testimonianze sul lavoro svolto dall’ente e su quello programmato che saranno inviate a Firenze probabilmente entro il 5 dicembre. E dopo quella data il presidente Monaco fornirà anche tutte le spiegazioni. Alle parole, il numero uno dell’ente di bonifica preferisce infatti gli atti.
«L’assemblea serviva a dirimere molte questioni - sottolinea Monaco - e ha prodotto dei risultati». Nessuna dichiarazione, invece, sul procedimento avviato dalla Regione. «Parlerò di questa storia solo dopo aver inviato alla Regione le controdeduzioni per evitare polemiche inutili - conclude il presidente del Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno -. L’ente ha bisogno di continuare a lavorare e per questo risponderò solo dopo aver inviato alla Regione gli atti chiesti». (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Nell’assemblea fiume che si è tenuta venerdì scorso sono stati approvati tutti gli atti all’ordine del giorno (bilancio compreso). L’unico saltato è stato il Piano di organizzazione variabile (non approvato a causa della mancanza del quorum necessario), il documento che prevede promozioni di personale in organico e assunzioni ex novo e che dopo un anno e mezzo dall’insediamento del consiglio non è stato ancora approvato.
Diventato oggetto delle contestazioni mosse dalla Regione, che nelle scorse settimane ha inviato anche una diffida ufficiale al presidente del Consorzio Marco Monaco, prospettando di fatto il commissariamento dell’ente, provvedimento che scatterebbe se la Regione non riterrà idonee le osservazioni e i chiarimenti richiesti. Il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore all’ambiente Federica Fratoni nelle scorse settimane hanno, infatti, chiesto spiegazioni (anche sulla mancata approvazione del Piano di organizzazione variabile, “concedendo” trenta giorni (da inizio novembre) per le risposte. Delucidazioni che potrebbero arrivare sui banchi della Regione tra qualche settimana, quando il Consorzio avrà completato di preparare il “pacchetto” di risposte chiesto dalla Regione. Atti e testimonianze sul lavoro svolto dall’ente e su quello programmato che saranno inviate a Firenze probabilmente entro il 5 dicembre. E dopo quella data il presidente Monaco fornirà anche tutte le spiegazioni. Alle parole, il numero uno dell’ente di bonifica preferisce infatti gli atti.
«L’assemblea serviva a dirimere molte questioni - sottolinea Monaco - e ha prodotto dei risultati». Nessuna dichiarazione, invece, sul procedimento avviato dalla Regione. «Parlerò di questa storia solo dopo aver inviato alla Regione le controdeduzioni per evitare polemiche inutili - conclude il presidente del Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno -. L’ente ha bisogno di continuare a lavorare e per questo risponderò solo dopo aver inviato alla Regione gli atti chiesti». (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google