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Pisa

Uniti a sinistra e anti-Pd «Zero margini di confronto»

Uniti a sinistra e anti-Pd «Zero margini di confronto»

Dibattito alla Stazione Leopolda tra esponenti di Mdp, SI e Possibile «Ma vogliamo allargare il centrosinistra recuperando chi non va più a votare» 

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PISA. Il tour de force per la ricostruzione della sinistra inizierà ufficialmente il 3 dicembre, ma i tre movimenti politici che puntano a formare il polo “rosso” in alternativa al Pd hanno già iniziato a scaldare i motori. Articolo Uno-Mdp, Sinistra Italiana e Possibile sono in procinto di costituire un nuovo soggetto politico con l’obiettivo di recuperare i delusi dalla politica renziana e chi ha smesso di votare, un elettorato «spaccato da leggi come il Jobs Act e la Buona Scuola», ha detto Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera, durante il dibattito “Di nuovo la sinistra” organizzato dal deputato Mpd Paolo Fontanelli alla Stazione Leopolda. L’incontro ha visto la partecipazione di Giulio Marcon, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera; Andrea Pertici, costituzionalista ed esponente di Possibile; la senatrice Mdp Maria Grazia Gatti. Al direttore del Tirreno Luigi Vicinanza il compito di moderare il dibattito tra relatori e pubblico.

I fuoriusciti dal Pd sono stati definiti gli “scissionisti”, «ma - assicura Laforgia - Mdp non vuole dividere il campo del centrosinistra, bensì allargarlo. La nostra è un’operazione di recupero». Il divario tra questo nuovo movimento e il Pd sembra impossibile da ricucire. «Mi sa che il Pd non ha riflettuto bene - dice Marcon riferendosi all’incontro avuto mercoledì con i dem -. La proposta di continuità con il passato è inaccettabile. Evidentemente non hanno capito cosa è successo in questo Paese. Con il Pd non ci sono margini di discussione». Secondo Sinistra Italiana le politiche renziane sono state un fallimento, hanno acuito le diseguaglianze economiche e sociali, e il terzo polo «dovrà dare spazio ai bisogni delle persone. Occorre mettere al centro quei valori della sinistra (lavoro, diritti, welfare, eguaglianza, libertà) sacrificati sull’altare di un’ideologia del mercato e del privato», dice ancora Marcon, che non lesina stoccate al “minnitismo” imperante (termine coniato da uno spettatore). «Il ministro Minniti interpreta molto bene l’involuzione dei valori che denunciamo».

In attesa della nascita di questo nuovo gruppo politico, a cui spetterà una campagna elettorale serrata, tra le politiche e le amministrative pisane, la ricetta proposta dai fautori sembra chiara: meno tasse per tutti, più servizi per tutti («elusione fiscale e corruzione sono strettamente collegate», sottolinea Pertici), cooperazione europea per gestire l’immigrazione; investimenti nell’istruzione e nella sanità pubblica, politiche per dare dignità ai lavoratori.

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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