Sicurezza
Addio al dottor Marchetti una vita per il sociale
Commercialista, fu presidente della Caripisa e governatore della Misericordia L’impegno al vertice della Fondazione Maffi. L’amico Orvietani: «Un uomo saggio»
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PISA. Era un uomo di conti. Ma non aveva l’aridità di chi pensa solo ai soldi. Al contrario, Luigi Marchetti, commercialista dal cui studio sono passate generazioni di pisani, prestava la sua professionalità anche per aiutare il prossimo. Non un aiuto da elemosiniere per rincuorare la coscienza. Un contributo concreto e prolungato nel tempo con quella realtà, tra sanitario e sociale, che è la Fondazione Casa Cardinale Maffi.
Marchetti è morto in quella sua “creatura” a Cecina. Aveva 79 anni. Si era operato al cuore a Milano e dopo un periodo passato nel centro di riabilitazione di Volterra era andato in una struttura della Maffi per recuperare le forze. Un decorso post ospedaliero concluso con la scomparsa del commercialista.
Sposato con Anita e padre di quattro figli, una delle quali già moglie dell’ex presidente del consiglio, il pisano Enrico Letta, Marchetti era tra i titolari dello studio di consulenza tributaria in lungarno Gambacorti avviato dal padre Marco negli anni ’30 e dove lavora uno dei figli, omonimo del nonno. Figura appartenente a quella che un tempo veniva definita la Pisa bene o dell’alta borghesia cittadina, il commercialista non amava apparire. Una riservatezza ispirata a un carattere più improntato al fare che al raccontare.
Nel suo curriculum professionale, quello che esulava dallo studio di commercialista, c’è un percorso interno alla Cassa di Risparmio di Pisa, di cui diventerà presidente nei primi anni Duemila. Venendo a tempi più recenti lo troviamo al vertice della Misericordia di Pisa (2012-2014) in una delle fasi più travagliate della storia dell’arciconfraternita. È Marchetti a trovarsi nella condizione di inviare decine di lettere di licenziamento per una situazione finanziaria sfuggita di mano prima del suo arrivo. Non mancano le tensioni e le critiche.
Consigliere dal 1998, poi vice presidente e, infine, presidente da quattro anni, Marchetti lascia la Fondazione Maffi a cui aveva dedicato buona parte della sua vita. «La perdita di Luigi è una notizia tremenda – confida Carlo Alberto Orvietani, amico e collaboratore di Marchetti –. Abbiamo lavorato insieme al tempo delle Casse del Tirreno, della Misericordia e alla Fondazione Maffi. La sintonia era totale sugli obiettivi comuni. Mi mancherà tanto non solo professionalmente, ma anche umanamente. Era una persona saggia che ha dato molto al volontario e al sociale».
Amico fraterno dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, l’ultimo saluto al commercialista (la salma è esposta nelle cappelle della Pubblica Assistenza di Pisa) verrà dato domani alle 15 nella chiesa del Sacro Cuore in via Bonanno.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Marchetti è morto in quella sua “creatura” a Cecina. Aveva 79 anni. Si era operato al cuore a Milano e dopo un periodo passato nel centro di riabilitazione di Volterra era andato in una struttura della Maffi per recuperare le forze. Un decorso post ospedaliero concluso con la scomparsa del commercialista.
Sposato con Anita e padre di quattro figli, una delle quali già moglie dell’ex presidente del consiglio, il pisano Enrico Letta, Marchetti era tra i titolari dello studio di consulenza tributaria in lungarno Gambacorti avviato dal padre Marco negli anni ’30 e dove lavora uno dei figli, omonimo del nonno. Figura appartenente a quella che un tempo veniva definita la Pisa bene o dell’alta borghesia cittadina, il commercialista non amava apparire. Una riservatezza ispirata a un carattere più improntato al fare che al raccontare.
Nel suo curriculum professionale, quello che esulava dallo studio di commercialista, c’è un percorso interno alla Cassa di Risparmio di Pisa, di cui diventerà presidente nei primi anni Duemila. Venendo a tempi più recenti lo troviamo al vertice della Misericordia di Pisa (2012-2014) in una delle fasi più travagliate della storia dell’arciconfraternita. È Marchetti a trovarsi nella condizione di inviare decine di lettere di licenziamento per una situazione finanziaria sfuggita di mano prima del suo arrivo. Non mancano le tensioni e le critiche.
Consigliere dal 1998, poi vice presidente e, infine, presidente da quattro anni, Marchetti lascia la Fondazione Maffi a cui aveva dedicato buona parte della sua vita. «La perdita di Luigi è una notizia tremenda – confida Carlo Alberto Orvietani, amico e collaboratore di Marchetti –. Abbiamo lavorato insieme al tempo delle Casse del Tirreno, della Misericordia e alla Fondazione Maffi. La sintonia era totale sugli obiettivi comuni. Mi mancherà tanto non solo professionalmente, ma anche umanamente. Era una persona saggia che ha dato molto al volontario e al sociale».
Amico fraterno dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, l’ultimo saluto al commercialista (la salma è esposta nelle cappelle della Pubblica Assistenza di Pisa) verrà dato domani alle 15 nella chiesa del Sacro Cuore in via Bonanno.
Pietro Barghigiani
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