Il Tirreno

Pisa

“vision 2030” 

La Pisa del futuro dentro lo sviluppo dell’Università

La Pisa del futuro dentro lo sviluppo dell’Università

PISA. Si chiama “Vision 2030”. È il programma attraverso il quale l’Università di Pisa ha pensato il suo sviluppo a medio-lungo termine nel centro e all’esterno della città. Uno dei pilastri di...

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PISA. Si chiama “Vision 2030”. È il programma attraverso il quale l’Università di Pisa ha pensato il suo sviluppo a medio-lungo termine nel centro e all’esterno della città. Uno dei pilastri di questo piano, il principale, consiste nella razionalizzazione delle proprie attività anche attraverso un maxi riassetto edilizio. L’obiettivo è arrivare a formare in tutto il territorio comunale non più di sei poli omogenei di studio e ricerca.

Il punto è stato fatto nell’ambito della seconda edizione della Biennale di Architettura, all’ex monastero delle Benedettine, nel convegno dal titolo “Una proposta per migliorare il futuro”. Apertura con i saluti del sindaco Marco Filippeschi, poi gli interventi del sovrintendente Andrea Muzzi, del direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Carlo Tomassini, del presidente dell’Ente Parco Giovanni Maffei Cardellini, del direttore del piano strategico dell’area pisana Giuseppe Sardu, del presidente del Dsu Toscana Marco Moretti e del comandante provinciale dei Vigili del fuoco Ugo D’Anna.

I lavori sono stati introdotti dalla prorettrice vicaria Nicoletta De Francesco e dal prorettore per l’edilizia e il patrimonio Walter Salvatore. «Un piano di importanza storica che interverrà nella funzionalità interna dell’Ateneo, ma inevitabilmente riguarderà la vita dell’intera comunità. Il convegno vuole essere la prima occasione per presentarlo ed aprire la discussione con tutti gli attori che presiedono al governo del territorio», hanno detto.

Quando si parla di patrimonio edilizio dell’Università si devono intendere circa 150 strutture per un totale di 110mila metri quadrati. Numeri pesanti a cui si aggiungono cifre altrettanto consistenti: il piano triennale 2018-2020 ha una previsione di bilancio di quasi 80 milioni di euro tra adeguamenti normativi, riqualificazione degli spazi e primi passi del programma di sviluppo che nel lungo periodo arriverà a 170 milioni di euro.

Parte essenziale sono le nuove realizzazioni, a cominciare dal polo didattico e dal dipartimento di scienze mediche di base all’interno del completamento dell’ospedale di Cisanello. Non da meno il nuovo polo di Biologia a San Cataldo, da costruire tra l’area del Cnr e Chimica, dove accorpare le attività didattiche, di ricerca ed amministrative ora svolte in varie sedi universitarie all’interno del centro storico (importo stimato 30 milioni di euro).

E ancora il potenziamento del polo di Ingegneria grazie ad un edificio con 1.376 postazioni banco per studenti, costo stimato in 9 milioni di euro.

Un altro esempio riguarda Veterinaria che andrà a San Piero a Grado, formando un nuovo polo didattico e lasciando l’edificio sulle Piagge, dove si trasferirà parte di Scienze Politiche che si trova ora in via Serafini. In questo caso, in zona Piagge, si andrà a comporre un polo di scienze sociali. Senza dimenticare la riapertura del palazzo della Sapienza. (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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