La manifestazione
È del Comune il cimitero dei bagagli rubati
Serviranno 30mila euro per bonificare la zona «Diventerà un’area di sosta o un campo sportivo»
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PISA. È lì da decenni, tra il Palazzetto dello Sport e un parcheggio privato “affittato” da Pisamo e mai entrato in funzione, dimenticato dalla “proprietà”, ma non dai malviventi. Fino alla denuncia di un lettore del Tirreno che in quel fazzoletto di terra (negli anni conquistato dalla vegetazione ed occupato da tossicodipendenti e malintenzionati, ma soprattutto diventato il nascondiglio della refurtiva per borseggiatori e borseggiatrici che ogni giorno danno l’assalto ai turisti) qualche giorno fa è andato a cercare il contenuto di una valigetta rubata. Una ricerca conclusa senza risultati che però ha innescato le domande dell’amministrazione.
Di chi è quell’area coperta da arbusti, frequentata da sbandati e ladri che lì, a due passi dal Palasport, dividono gli oggetti di valore dagli scarti contenuti in valigie, borsoni e dalle borse rubate a turisti di passaggio in città? Se lo sono chiesti a Palazzo Gambacorti, che nei prossimi giorni attiverà tutte le procedure per bonificare l’intera zona, con uno stanziamento tra i 20mila ed i 30mila euro. Dopo giorni di consultazione di mappe, sopralluoghi e analisi delle particelle, probabilmente anche i tecnici comunali hanno sgranato gli occhi. Tra il Palasport e via Atleti Azzurri Pisani ci sono aree di proprietà demaniali, del Demanio militare e di privati. Ma quel piccolo bosco urbano in abbandono che ha “inghiottito” rifiuti, decine di valigie rubate e accolto pusher, borseggiatori e ladruncoli è risultata di proprietà comunale. E Palazzo Gambacorti ora dovrà farsi carico di una pulizia straordinaria e della bonifica del cosiddetto “cimitero delle valigie”. Da dove, probabilmente, la polizia municipale “riesumerà” borse, borsoni ed i ricordi di soggiorni in città che per decine di turisti si sono trasformati in disavventure.
Saranno riportati alla luce gli “scarti” di furti e borseggi: giocattoli, abiti e documenti che spuntano dal tappeto di fogliame e rifiuti che caratterizzano l’area circondata da rovi e vegetazione spontanea. Testimonianze di un passaggio da Pisa che per molti si è trasformato in un incubo, alternate a siringhe e fazzoletti intrisi di sangue. Resti, questi ultimi, di un rituale che probabilmente si ripete quotidianamente accanto ad una sorta di pozzo trasformato in una comoda postazione per chi decide di mescolare sostanze proibite al proprio sangue. «Un pezzo di terreno rimasto “vergine” dal dopoguerra», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli che, dopo la denuncia apparsa sul Tirreno, ha “esplorato” l’area per decidere gli interventi da mettere in campo.
«Si tratta di un terreno non livellato, di proprietà comunale, attraversato anche dalla fognatura nera», prosegue l’assessore. Per un primo intervento di pulizia saranno necessari tra i 20mila ed i 30mila euro, a cui il Comune dovrà aggiungere uno stanziamento per il livellamento del terreno.
«Un’area abbastanza grande - conclude Serfogli - che, una volta recuperata, potrà essere destinata a verde sportivo o adibito a parcheggio pubblico, anche a servizio delle limitrofe strutture sportive».
Danilo Renzullo
Di chi è quell’area coperta da arbusti, frequentata da sbandati e ladri che lì, a due passi dal Palasport, dividono gli oggetti di valore dagli scarti contenuti in valigie, borsoni e dalle borse rubate a turisti di passaggio in città? Se lo sono chiesti a Palazzo Gambacorti, che nei prossimi giorni attiverà tutte le procedure per bonificare l’intera zona, con uno stanziamento tra i 20mila ed i 30mila euro. Dopo giorni di consultazione di mappe, sopralluoghi e analisi delle particelle, probabilmente anche i tecnici comunali hanno sgranato gli occhi. Tra il Palasport e via Atleti Azzurri Pisani ci sono aree di proprietà demaniali, del Demanio militare e di privati. Ma quel piccolo bosco urbano in abbandono che ha “inghiottito” rifiuti, decine di valigie rubate e accolto pusher, borseggiatori e ladruncoli è risultata di proprietà comunale. E Palazzo Gambacorti ora dovrà farsi carico di una pulizia straordinaria e della bonifica del cosiddetto “cimitero delle valigie”. Da dove, probabilmente, la polizia municipale “riesumerà” borse, borsoni ed i ricordi di soggiorni in città che per decine di turisti si sono trasformati in disavventure.
Saranno riportati alla luce gli “scarti” di furti e borseggi: giocattoli, abiti e documenti che spuntano dal tappeto di fogliame e rifiuti che caratterizzano l’area circondata da rovi e vegetazione spontanea. Testimonianze di un passaggio da Pisa che per molti si è trasformato in un incubo, alternate a siringhe e fazzoletti intrisi di sangue. Resti, questi ultimi, di un rituale che probabilmente si ripete quotidianamente accanto ad una sorta di pozzo trasformato in una comoda postazione per chi decide di mescolare sostanze proibite al proprio sangue. «Un pezzo di terreno rimasto “vergine” dal dopoguerra», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli che, dopo la denuncia apparsa sul Tirreno, ha “esplorato” l’area per decidere gli interventi da mettere in campo.
«Si tratta di un terreno non livellato, di proprietà comunale, attraversato anche dalla fognatura nera», prosegue l’assessore. Per un primo intervento di pulizia saranno necessari tra i 20mila ed i 30mila euro, a cui il Comune dovrà aggiungere uno stanziamento per il livellamento del terreno.
«Un’area abbastanza grande - conclude Serfogli - che, una volta recuperata, potrà essere destinata a verde sportivo o adibito a parcheggio pubblico, anche a servizio delle limitrofe strutture sportive».
Danilo Renzullo
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