La manifestazione
il parcheggio di piazza vittorio
Che pasticcio quel project Il Comune rischia 5 milioni
PISA. Oltre quattro milioni di euro, il rimborso dei canoni già pagati e l’azzeramento di quelli da pagare fino alla scadenza della concessione, che potrebbe essere prolungata di oltre vent’anni. Il...
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PISA. Oltre quattro milioni di euro, il rimborso dei canoni già pagati e l’azzeramento di quelli da pagare fino alla scadenza della concessione, che potrebbe essere prolungata di oltre vent’anni. Il Comune prova a chiudere con una maxi-offerta il contenzioso aperto qualche anno fa dalla Parcheggi Pisa srl, la società del gruppo Saba di Roma che attraverso un percorso di project financing ha realizzato il parcheggio interrato di piazza Vittorio Emanuele II e concretizzato il progetto di rifacimento della piazza. I lavori, iniziati nel 2003, sono stati rallentati da numerosi imprevisti (ritrovamento di reperti bellici e archeologici e infiltrazioni d’acqua), che hanno imposto una modifica alle opere inizialmente previste. Per questioni di sicurezza, la ditta ha dovuto infatti rinunciare alla costruzione di un piano e far fronte all’incremento dei costi a seguito della revisione del progetto.
La società ha quindi chiesto un “rimborso” di circa 12 milioni di euro per far fronte ai minori introiti previsti, aprendo un contenzioso che dura ormai da oltre sette anni.
«Un buco sempre più profondo per le casse comunali», accusa Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc denunciando i nuovi tentativi dell’amministrazione per cercare di raggiungere una soluzione “bonaria”. «Nella variazione di bilancio che approderà la prossima settimana in consiglio comunale - prosegue Auletta -, l’amministrazione prevede di aumentare nuovamente la quota da dare al privato». Nel cosiddetto fondo rischi, un “tesoretto” per far fronte ad eventuali contenziosi, erano stati accantonati oltre 3,1 milioni di euro da versare alla società in caso di accordo. A questi si aggiungerà un’ulteriore quota che si aggira attorno ai 1,2 milioni di euro per un totale che sfiora i 4,4 milioni.
Si prevede inoltre un rimborso del 100% dei canoni già pagati dalla società per l’esercizio (circa 135.000 annui) per un totale di 1,2 milioni di euro, l’azzeramento dei canoni per tutto il periodo della concessione, che il Comune proporrà di prolungare di 21 anni (dal 2033, anno di scadenza, al 2054) e l’eliminazione dell’onere per il privato di manutenzione ordinaria e straordinaria della piazza.
«Da opera pubblica realizzata a costo zero in cambio della gestione, che avrebbe dovuto generare un introito con un canone annuale, il parcheggio interrato si sta trasformando in una voragine per le casse comunali - accusa ancora Auletta -. Nell’ipotesi di accordo, la società potrà chiedere ancora più risorse per un parcheggio che sarà inoltre privatizzato, visto che la durata prevista di quarant’anni si avvicina molto al senza termine». Nei prossimi giorni il braccio di ferro tra la Parcheggi Pisa srl e il Comune approderà ancora una volta in commissione consiliare dove verranno illustrate le nuove iniziative per cercare di arrivare ad un accordo. «Da tempo è in corso un processo di accordo bonario con la società - precisa l’assessore al bilancio Andrea Serfogli -. Le risorse che aggiungiamo al fondo non si sarebbero potute impegnare per i vincoli di finanza pubblica, ma possono essere accantonate in base ad un principio di precauzione e di cautela». Se i privati accettassero l’offerta, per Palazzo Gambacorti quello su piazza Vittorio si trasformerebbe in un “pasticcio” da 5,5 milioni.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
La società ha quindi chiesto un “rimborso” di circa 12 milioni di euro per far fronte ai minori introiti previsti, aprendo un contenzioso che dura ormai da oltre sette anni.
«Un buco sempre più profondo per le casse comunali», accusa Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc denunciando i nuovi tentativi dell’amministrazione per cercare di raggiungere una soluzione “bonaria”. «Nella variazione di bilancio che approderà la prossima settimana in consiglio comunale - prosegue Auletta -, l’amministrazione prevede di aumentare nuovamente la quota da dare al privato». Nel cosiddetto fondo rischi, un “tesoretto” per far fronte ad eventuali contenziosi, erano stati accantonati oltre 3,1 milioni di euro da versare alla società in caso di accordo. A questi si aggiungerà un’ulteriore quota che si aggira attorno ai 1,2 milioni di euro per un totale che sfiora i 4,4 milioni.
Si prevede inoltre un rimborso del 100% dei canoni già pagati dalla società per l’esercizio (circa 135.000 annui) per un totale di 1,2 milioni di euro, l’azzeramento dei canoni per tutto il periodo della concessione, che il Comune proporrà di prolungare di 21 anni (dal 2033, anno di scadenza, al 2054) e l’eliminazione dell’onere per il privato di manutenzione ordinaria e straordinaria della piazza.
«Da opera pubblica realizzata a costo zero in cambio della gestione, che avrebbe dovuto generare un introito con un canone annuale, il parcheggio interrato si sta trasformando in una voragine per le casse comunali - accusa ancora Auletta -. Nell’ipotesi di accordo, la società potrà chiedere ancora più risorse per un parcheggio che sarà inoltre privatizzato, visto che la durata prevista di quarant’anni si avvicina molto al senza termine». Nei prossimi giorni il braccio di ferro tra la Parcheggi Pisa srl e il Comune approderà ancora una volta in commissione consiliare dove verranno illustrate le nuove iniziative per cercare di arrivare ad un accordo. «Da tempo è in corso un processo di accordo bonario con la società - precisa l’assessore al bilancio Andrea Serfogli -. Le risorse che aggiungiamo al fondo non si sarebbero potute impegnare per i vincoli di finanza pubblica, ma possono essere accantonate in base ad un principio di precauzione e di cautela». Se i privati accettassero l’offerta, per Palazzo Gambacorti quello su piazza Vittorio si trasformerebbe in un “pasticcio” da 5,5 milioni.
Danilo Renzullo
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