Il Tirreno

Pisa

Un fischietto in dono contro le aggressioni

Sabato iniziativa di Forza Italia rivolta alle donne in largo Menotti. «Un oggetto utile per chiedere aiuto»

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PISA. Un fischietto per le donne. Il coordinamento di Forza Italia Pisa ha pensato di ricordare le donne vittime di ogni violenza con un’iniziativa pubblica che si terrà sabato 25 in largo Ciro Menotti (dalle 10,30 alle 12,30) «nello spirito della risoluzione numero dell’Assemblea delle Nazioni Unite, che auspicava la promozione di iniziative, a tutti i livelli, per sensibilizzare l’opinione pubblica, in modo più pregnante, il giorno in cui è stata istituita la ricorrenza internazionale», spiega Raffaella Bonsangue, coordinatrice provinciale di Forza Italia.

«Simbolicamente, ma non solo, distribuiremo un fischietto alle donne che incontreremo quel giorno, un piccolo oggetto, facile da tenere con sé e da utilizzare nel denegato caso di aggressione, utile per richiamare l’attenzione e chiedere soccorso», dice Bonsangue, che aggiunge: «Per essere davvero vicini e tutelare le donne bisogna essere dotati di sensibilità, capacità e formazione. Soprattutto su questo tema bisogna intervenire. Crediamo che sia lo Stato ed i suoi uomini e donne, impiegati nelle forze di polizia e nelle forze armate, a dover utilizzare, in via pressoché esclusiva, le armi e che questi uomini e donne coraggiosi debbano essere messi in grado di poter compiere il loro dovere senza il nemmeno troppo recondito timore di potersi ritrovare da organi di giustizia nell’esercizio del dovere di tutela e protezione dei cittadini nella paradossale situazione di imputati e indagati per aver adempiuto al loro dovere».

«Ancora più vergognoso e segno di fallimento di quello che è uno dei compiti prioritari dello Stato - prosegue - è la sempre più frequente situazione in cui è lo stesso cittadino a doversi difendere da sé, usando anche le armi, il cui utilizzo deve esser compiuto da chi è addestrato a tale scopo. Lavorare sulla formazione vuol dire anzitutto educare al rispetto, nelle famiglie, negli asili, nelle scuole, parrocchie ed anche nella politica. Educare un bambino oggi significa non dover punire un uomo domani e salvare una donna per sempre. Come terapia della più virulente delle patologie, la formazione è anche prevenzione. È certo anche necessario intercettare il fenomeno nelle sue reali dimensioni, tenuto conto di quanto sia difficile per le donne denunciare la violenza subita, spesso perché inflitta nell’ambito familiare e di quanto sia spesso poco utile farlo, anche per gli insufficienti meccanismi e strutture di protezione messe a disposizione dal sistema. Ci vuole il coraggio di infrangere una cultura di violenza che non sembra essere ancora completamente tramontata ma che, anzi, le difficoltà economico-sociali delle famiglie e della comunità vedono, purtroppo, ancora rappresentata».

«Del resto - conclude Raffaella Bonsangue - nonostante i fondamentali progressi e rivoluzioni legislative, nel nostro ordinamento giuridico, fino agli anni Ottanta esistevano il delitto d’onore e il matrimonio riparatore; solo nel 1996 la violenza sessuale diventa un reato contro la persona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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