Il Tirreno

Pisa

lunedì 27 

Progetto caserme, firma con il ministro Pinotti

Progetto caserme, firma con il ministro Pinotti

PISA. Arriva il momento delle firme per il cosiddetto “progetto caserme”. Lunedì 27 è prevista la presenza in città del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e del direttore dell’Agenzia del...

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Arriva il momento delle firme per il cosiddetto “progetto caserme”. Lunedì 27 è prevista la presenza in città del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e del direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi. Oggetto dell’intesa la caserma Artale di via Roma, in fase di dismissione; e l’ex distretto militare Curtatone e Montanara, abbandonato da tempo. Negli anni le scelte del ministero della Difesa hanno concentrato le forze del Reggimento Logistico “Folgore” nella caserma Bechi Luserna sull’Aurelia.

Dopo anni di trattative difficili, cambiamenti di scenari su un fronte o sull’altro, la svolta con una manifestazione di interesse ad acquistare e trasformare entrambe le aree da parte del Fondo Investimenti per l’Abitare, istituito dalla Cassa Depositi e Prestiti, società controllata dal ministero dell’Economia. L’ex distretto Curtatone e Montanara accoglierà appartamenti di edilizia convenzionata da riservare alle fasce più deboli, le cosiddette fasce “grigie” , quelle che non riescono ad avere le case popolari, ma neanche ad affittare appartamenti sul libero mercato. L’Artale invece accoglierà residenze per studenti. Tutte destinazioni d’uso già conformi agli strumenti urbanistici in vigore. Il Comune riceverà il 15% del prezzo di vendita che potrà poi utilizzare per investimenti pubblici. Il valore delle aree, complessivamente 20mila metri quadrati di superficie, è intorno ai 35 milioni di euro.

La caserma Artale è composta da edifici costruiti tra il 1870 e il 1924 su un’area adibita ad orto interna alle mura. La sua vecchia piazza d’armi è la seconda piazza più grande della città dopo quella del Duomo. Il parere della Sovrintendenza sarà vincolante sulle operazioni possibili o meno sugli edifici dell’Artale, che sono vincolati (come gli stabili dell’ex distretto). Al fianco dei locali che ospitavano il cinema e la palestra, ci sono garage e autorimesse. Con il via libera alla demolizione, l’idea è di costruirvi un parcheggio a silo, come chiesto dai residenti da sempre alle prese con il problema dei posti auto.

Con oltre 8mila metri quadrati di verde è una sorta di oasi al centro del quartiere San Martino, in più circa 4mila mq delle strutture che compongono l’ex distretto militare. L’area è legata a quella della chiesa di San Martino in Chinzica: parte degli edifici dell’ex distretto risalgono al complesso conventuale voluto da Bonifacio Novello della Gherardesca nel 1331. Modificati a seconda delle esigenze, fino ad assumere la destinazione ad uso militare tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. La dismissione inizia nella prima metà degli anni Novanta nell’ambito di una riorganizzazione dell’esercito, ma anche perché la collocazione nel pieno centro storico limitava le attività militari.

Da lì un lento, ma inesorabile abbandono. Ora gli interni sono una sorta di percorso ad ostacoli tra la vegetazione che dal parco esterno si è pian piano fatta spazio anche tra il cemento. Restano anche le testimonianze di un’occupazione che, a partire dal febbraio 2014, ha visto gli attivisti di Rebeldìa-Municipio dei beni comuni avviare un percorso per “restituire” al quartiere quegli spazi. Un tentativo finito dopo circa tre mesi con uno sgombero che ha avvolto ancora una volta l’ex distretto nel filo spinato. Gli ingressi (aperti e controllati) daranno al quartiere un nuovo spazio verde.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca