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A caccia di fondi per il ponte sull’Arno super tecnologico

A caccia di fondi per il ponte sull’Arno super tecnologico

Intesa tra Atenei, Cnr e Comune per “Origins Bridge” tra La Cella e le Piagge. Costo di 15-20 milioni di euro

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PISA. Sognare è lecito e soprattutto gratuito. Il Ponte delle Origini (Origins Bridge) invece costerà tra 15 e 20 milioni di euro, che per ora non ci sono. Ma ieri la prima pietra virtuale è stata posta con la sigla del protocollo d’intesa tra i tre atenei cittadini, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e il Comune. Il ponte, che assomiglia nel rendering alla balena di Pinocchio, dovrà congiungere la sponda del lungarno Guadalongo (quartiere La Cella) con l’opposta riva all’altezza della chiesa di San Michele degli Scalzi. La Scuola Normale (capofila del progetto) lavora già da oltre un anno e mezzo a questa infrastruttura sull’Arno pensata per ospitare laboratori e spazi adibiti alla promozione della scienza. L’obiettivo è quello di inaugurarlo nel novembre 2020.

«Origins Bridge - dice Andrea Ferrara, docente di cosmologia della Normale - vuole essere non solo un’infrastruttura innovativa, ma anche un simbolo della ricerca pisana ed un omaggio al bello della città e dell’Italia. Costituirà inoltre un’opportunità per tutti i cittadini ed i turisti che visitano Pisa di entrare in contatto con il mondo della scienza e gli scienziati stessi, in un contesto piacevole e stimolante. In questo senso l’unità d’intenti oggi raggiunta tra i vari enti rafforza grandemente la spinta verso la costruzione di un’opera che sarà un bene di tutti nel quadro di un rilancio del Paese nel nome della cultura e della scienza».

Nelle intenzioni degli ideatori il ponte servirà anche come “contrappeso” alla già sfruttatissima Torre invogliando i visitatori ad attraversare l’intera città. Il direttore della Normale, Vincenzo Barone, oltre ad auspicare «una forte copertura ed interesse della politica nazionale all’opera», aggiunge che «era fondamentale proseguire un percorso così impegnativo con gli altri soggetti del territorio interessati alla realizzazione. Uniti abbiamo a mio parere molte più possibilità di raggiungere il risultato finale, sia perché nel gruppo di lavoro che si è costituito ci sono molte più competenze specifiche per finalizzare questo tipo di progetti, sia perché possiamo avere più chance di accedere a finanziamenti nazionali e internazionali». Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Sant’Anna, spiega: «La vera sfida sarà, oltre che la realizzazione e la sostenibilità economica, la gestione finale del ponte, che dovrà essere fatta in modo da renderlo vivo, attraente ed ecosostenibile. Se il progetto sarà realizzato, riuscirà a far crescere tutta l’area intorno ad esso, soprattutto sulla sponda sinistra dell’Arno nel quartiere di Porta Fiorentina. È giusto che l’Italia non sia seduta sul proprio patrimonio culturale e paesaggistico, ma provi a creare altre opere che rappresentino bellezza e creatività, ci sono esempi in tal senso in tutta Europa».

Domenico Laforenza del Cnr vede nel ponte «un laboratorio di efficienza dell’Internet delle cose, un settore questo che è la base di sviluppo di altre applicazioni e settori della ricerca. La sfida sarà quella di trovare la copertura finanziaria e di procedere in tempi serrati: ci vuole un Caronte che ci traghetti verso questa impresa». Nicoletta De Francesco, prorettrice vicaria dell’Università: «C’è tutto l’entusiasmo necessario per proseguire quest’opera che getta un ponte tra i saperi e non alza i muri». L’assessore Marilù Chiofalo porta i saluti del sindaco Marco Filippeschi e dice in conclusione: «Il sapere e la conoscenza vanno condivisi. Il ponte, questo ponte è ideale, ma ricordiamoci che è anche un’infrastruttura di mobilità».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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