Il dolore
fratelli d’italia-an
«Troppi gemellaggi e senza produrre risultati concreti»
PISA. «Tanti gemellaggi di cui non si comprende l’utilità, al di là delle spese da sostenere». A questa conclusione arrivano Filippo Bedini, consigliere comunale di Nap-Fdi-An, e Silvia Silvestri,...
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PISA. «Tanti gemellaggi di cui non si comprende l’utilità, al di là delle spese da sostenere». A questa conclusione arrivano Filippo Bedini, consigliere comunale di Nap-Fdi-An, e Silvia Silvestri, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Sotto gli occhi hanno la risposta del vicesindaco Paolo Ghezzi all’interrogazione di Bedini. L’oggetto è un report sulle missioni relative ai gemellaggi nella consiliatura in corso cominciata nel 2013. Sono dodici i gemellaggi del Comune di Pisa: Akko, Novosibirsk, Niles, Unna, Gerico, Ocala, Kolding, Hangzhou, Iglesias, Rodi, Santiago de Compostela, Angers.
Alla risposta, Ghezzi ha abbinato l’opuscolo “Pisa e le Città gemelle” in cui si spiegano i progetti realizzati. E poi elenca le cifre delle spese: quelle per le missioni ammontano in quasi cinque anni a 9.360,68 euro (corrispondenti a 1.872 euro annui di media), mentre quelle per l’ospitalità delle delegazioni sono di 18.383,64 euro (in media 3.676 euro annui).
«Sarebbe interessante fare un test con i cittadini e con gli stessi consiglieri comunali per sapere se conoscono quali sono le città gemellate, per quali motivi e con quali espressioni sul territorio», dice Bedini, che attacca: «Ghezzi nel rispondere all’interrogazione non dice quali risultati siano stati conseguiti, perché non ce ne sono». Silvia Silvestri aggiunge: «Non si parla di condotte illecite, ma in questo caso si vuole mettere in evidenza una politica che spende soldi per gite, peraltro con protagonisti i soliti personaggi, in un contesto dove al cittadino si chiedono sacrifici e, per esempio, di sostenere la Tari più costosa in Toscana».
«Riteniamo - riprende Bedini - che per questioni storiche e culturali due di questi gemellaggi abbiano una motivazione valida alla base, ovvero Angers e Santiago di Compostela, così come il rapporto di amicizia con la città di Saint-Tropez. Ma altri gemellaggi proprio non si spiegano e non hanno attività di rilievo. Quello con Rodi, ad esempio, sembra essere un gemellaggio a vocazione turistica. Ci sembra opportuno mantenere solo quelli con una reale utilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Alla risposta, Ghezzi ha abbinato l’opuscolo “Pisa e le Città gemelle” in cui si spiegano i progetti realizzati. E poi elenca le cifre delle spese: quelle per le missioni ammontano in quasi cinque anni a 9.360,68 euro (corrispondenti a 1.872 euro annui di media), mentre quelle per l’ospitalità delle delegazioni sono di 18.383,64 euro (in media 3.676 euro annui).
«Sarebbe interessante fare un test con i cittadini e con gli stessi consiglieri comunali per sapere se conoscono quali sono le città gemellate, per quali motivi e con quali espressioni sul territorio», dice Bedini, che attacca: «Ghezzi nel rispondere all’interrogazione non dice quali risultati siano stati conseguiti, perché non ce ne sono». Silvia Silvestri aggiunge: «Non si parla di condotte illecite, ma in questo caso si vuole mettere in evidenza una politica che spende soldi per gite, peraltro con protagonisti i soliti personaggi, in un contesto dove al cittadino si chiedono sacrifici e, per esempio, di sostenere la Tari più costosa in Toscana».
«Riteniamo - riprende Bedini - che per questioni storiche e culturali due di questi gemellaggi abbiano una motivazione valida alla base, ovvero Angers e Santiago di Compostela, così come il rapporto di amicizia con la città di Saint-Tropez. Ma altri gemellaggi proprio non si spiegano e non hanno attività di rilievo. Quello con Rodi, ad esempio, sembra essere un gemellaggio a vocazione turistica. Ci sembra opportuno mantenere solo quelli con una reale utilità».
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