Gioco
Sfondano vetrina di Mood via giacconi di cachemire
Colpo di notte nel negozio in Corso Italia, usato un tombino per aprire un varco Il titolare: «Si tocca con mano l’insicurezza, spero che qualcosa possa cambiare»
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PISA. Un tombino sradicato e scaraventato contro la vetrata del negozio, il vetro fracassato. È quel che è accaduto nella notte da Mood in Corso Italia.
Il negozio era provvisto di allarme, telecamere e vetro antisfondamento, oltre che assicurato, ma niente di tutto ciò sarebbe servito a sventare il colpo dei ladri che, forse disturbati da qualche passante, sono fuggiti limitandosi ai capi in vetrina.
I danni, solo in merce rubata (giubbotti di cachemire sottratti direttamente dalla vetrina e sfilati dai manichini), sono stimabili intorno ai 5.000 euro: ci sarà poi da stimare i danni strutturali. Il danno morale e d'immagine è comunque grave.
Un colpo del genere nel cuore commerciale del centro significa che nessuno può sentirsi al riparo.
A scoprire il furto il collega di un esercizio vicino, che ieri mattina, al momento dell’apertura, constatato il danno ha chiamato al telefono il proprietario, Francesco Mezzolla, che si trovava all’estero ed è stato poi avvisato anche dal proprio collaboratore.
È tornato con il primo aereo e, appena atterrato, ha accettato di parlare con noi.
«Il morto è sulla bara, per così dire. Si tocca con mano l’insicurezza, la si vive quotidianamente – dice –. Altri episodi simili si sono verificati, di giorno io e molti altri commercianti siamo stati vittime di ripetuti furti con destrezza. Quello che è stato il salotto buono di Pisa è diventato ora il territorio di tutti».
Proprietario anche di Eredi Vincenti, Mezzolla ha recentemente aperto un negozio pure a Lucca, e afferma senza mezzi termini che laggiù la situazione è completamente diversa.
«Ho cominciato a lavorare a Pisa e voglio rimanere a lavorare a Pisa. Ma occorre un atteggiamento nuovo da parte delle istituzioni – spiega –. Non necessariamente il pugno di ferro, perché non servirebbe a niente spostare la violenza da Corso Italia in via San Martino. Ma un approccio diverso è possibile, come dimostra l’esempio di Lucca. Io per carattere ho un atteggiamento costruttivo, non distruttivo, e credo che si possa, e si debba, cambiare qualcosa».
Lucrezia Bertini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il negozio era provvisto di allarme, telecamere e vetro antisfondamento, oltre che assicurato, ma niente di tutto ciò sarebbe servito a sventare il colpo dei ladri che, forse disturbati da qualche passante, sono fuggiti limitandosi ai capi in vetrina.
I danni, solo in merce rubata (giubbotti di cachemire sottratti direttamente dalla vetrina e sfilati dai manichini), sono stimabili intorno ai 5.000 euro: ci sarà poi da stimare i danni strutturali. Il danno morale e d'immagine è comunque grave.
Un colpo del genere nel cuore commerciale del centro significa che nessuno può sentirsi al riparo.
A scoprire il furto il collega di un esercizio vicino, che ieri mattina, al momento dell’apertura, constatato il danno ha chiamato al telefono il proprietario, Francesco Mezzolla, che si trovava all’estero ed è stato poi avvisato anche dal proprio collaboratore.
È tornato con il primo aereo e, appena atterrato, ha accettato di parlare con noi.
«Il morto è sulla bara, per così dire. Si tocca con mano l’insicurezza, la si vive quotidianamente – dice –. Altri episodi simili si sono verificati, di giorno io e molti altri commercianti siamo stati vittime di ripetuti furti con destrezza. Quello che è stato il salotto buono di Pisa è diventato ora il territorio di tutti».
Proprietario anche di Eredi Vincenti, Mezzolla ha recentemente aperto un negozio pure a Lucca, e afferma senza mezzi termini che laggiù la situazione è completamente diversa.
«Ho cominciato a lavorare a Pisa e voglio rimanere a lavorare a Pisa. Ma occorre un atteggiamento nuovo da parte delle istituzioni – spiega –. Non necessariamente il pugno di ferro, perché non servirebbe a niente spostare la violenza da Corso Italia in via San Martino. Ma un approccio diverso è possibile, come dimostra l’esempio di Lucca. Io per carattere ho un atteggiamento costruttivo, non distruttivo, e credo che si possa, e si debba, cambiare qualcosa».
Lucrezia Bertini
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